“Il grido dei bambini di Salerno Fateci tornare in classe” - Le Cronache
Attualità

“Il grido dei bambini di Salerno Fateci tornare in classe”

“Il grido dei bambini di Salerno Fateci tornare in classe”

di Monica De Santis

Mamme e papà, ma anche bambini, studenti liceali e universitari, rappresentanti sindacali e di associazioni. Ieri mattina in piazza Amendola erano in tanti a protestare contro l’ordinanza di De Luca che impone la chiusura delle scuole ad eccezione dei nidi e delle scuole materne. Una protesta pacifica, colorata dai tanti cartelli tenuti in mano dai bambini, che hanno vissuto questa giornata come i veri protagonisti. Nessuna minaccia, nessun ultimatum, solo richieste di far tornare a scuola i loro figli. E’ stato questo il messaggio che le mamme e i papà hanno voluto lanciare. Un diritto allo studio ma anche alla socializzazione, che non può essere loro negato… “La scuola è vita, è prorità in questo momento è l’unica certezza per i nostri bambini per non farli vivere ulteriori bambini, certo bisognerà cambiare qualcosa intorno alla scuola, ma comunque va aperta” afferma Daniela Pastore, mamma di tre gemelli. A lei le fa eco Silvia D’Arienzo della scuola Medaglie D’Oro… “La nostra scuola è ben organizzata, abbiamo ingressi differenziati, i bambini indossano la mascherina anche in classe. Il livello di sicurezza è altissimo. De Luca ha ragione i casi sono tanti ma il problema è esterno alle scuole. Vanno chiuse le scuole superiori e le università ma non può chiudere le elementari e le medie. Non si può far fare ad un bambino di prima elementare la didattica a distanza”. Alla manifestazione anche il professore in pensione Mariano Iodice che commenta così… “I bambini sono stati sottoposti ad una pressione psicologica e pedagogica che non si era mai verificata prima. Eppure hanno risposto bene e si comportano bene a scuola, ecco perchè non riesco a capire i motivi di questa decisione di De Luca”. Simone Bisogno studente universitario della facoltà studi diplomatici della sicurezza globale spiega il danno che anche gli universitari stanno subendo… “La didattica in presenza è importante, ci aiuta a relazionarci con i professori, specie sugli argomenti più difficili. E poi va detto che per noi di Fisciano l’università non è solo un luogo di studio, ma ancche un luogo di incontro e di scambi, di socializzazione, abbiamo perso tutto l’aspetto sociale dell’università e non è giusto”. Almerico Ippoliti presidente dell’Associazione dei rappresentanti d’Istituto spega come nasce questa protesta… “Questa protesta nasce dall’ordinanza di De Luca che ha chiuso per 15 giorni le scuole aducendo un motivo inesistente, perchè le scuole non sono focolaio di Covid, anzi è il posto più sicuro per i ragazzi. Il problema vero sono i mezzi pubblici che sono strapieni e che fanno diffondere il virus. Serve un nuovo piano per i trasporti” Alessandro D’Auria del coordinamento scuole aperte Salerno… “Il nostro è un movimento che nasce in maniera spontanea, per chiedere che la scuola pubblica continui, migliori e non chiuda. Abbiamo bisogno che i nostri figli ricevino una formazione adeguata e questa non la possono ricevere con la didattica a distanza, non è scuola questa”