Il giudice Mauriello: il bell’Antonio che pilotava le sentenze

Scritto da , 19 Ottobre 2019
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di Andrea Pellegrino

Mazzette, promesse di posti di lavoro, soggiorni in hotel e regali. La Guardia di Finanza ha scoperchiato il nuovo sistema alla commissione tributaria di Salerno, arrestando sette persone, nell’ambito del secondo filone dell’inchiesta “Ground Zero” che a maggio portò 14 persone agli arresti. Giudici tributari al servizio (a pagamento) di imprenditori del salernitano e avellino. Un monte complessivo di quasi 40 milioni di debiti con l’Erario, risparmiati grazie all’intervento dei giudici. A capo del sistema Antonio Mauriello, fino a qualche tempo fa alla commissione tributaria di Salerno fino al salto di qualità, nel 2018, come componente del consiglio di presidenza della giustizia tributaria. Il “bell’Antonio”, come lo chiamavano, che si sarebbe vantato anche di amicizie molto in alto nella Lega di Matteo Salvini. I suoi interessi nell’avellinese. Il figlio Claudio è presidente dell’Avellino calcio, società che è di proprietà della Sidigas, tra le aziende beneficiarie – secondo la Procura della Repubblica di Salerno – di sentenze pilotate. «Un gruppo portatore di rara delinquenza» per il Gip del Tribunale di Salerno, Pietro Indinnimeo che ha accolto in parte la richiesta del pm mandando in carcere sette persone. Oltre Mauriello, le manette, ieri mattina, sono scattate per Giuseppe Pagano, Casimiro Lieto, Rosario Attilio Passarella, Francescopaolo Savo, Giuseppe Somma e Paola Panariello. Sedici in tutto, invece, gli indagati del secondo filone. Tra questi anche l’imprenditore di Sarno, Aniello Pappacena, e il giudice Fernando Spanò. Diecimila euro la ricompensa per eliminare milioni e milioni di euro a carico di aziende chiamate a saldare i loro debiti con l’Erario. Tra i regali anche due tavoli in ceramica e la festa dei 70 anni di un giudice della commissione provinciale tributaria di Salerno in un hotel della Costiera Amalfitana. Ma anche posti di lavoro, offerti a figli, nuore e parenti.

I CASI

Dieci in tutto quelli passati sotto la lente di ingrandimento della Guardia di Finanza di Salerno e confermati dal generale Petrucelli a margine di un incontro ieri mattina a Salerno alla Stazione Marittima. Il più eclatante riguarda la Soigea del sarnese Pappacena, già patron della Sarnese calcio. In ballo c’erano ben 35 milioni di euro di euro. «Pappacena era roba di Mauriello», si legge nelle carte. Ed è Mauriello che promette 10 mila euro al giudice in cambio della pronuncia favorevole per l’imprenditore. Soldi che vengono elargiti il giorno dopo il deposito delle motivazioni.

IL GOAL DI CASIMIRO LIETO

«Abbiamo fatto gol», l’esultanza di un imprenditore avellinese, Casimiro Lieto, che si rivolge a Mauriello (il Presidente) per aggiustare un giudizio. Lieto promette soldi ma anche un posto al figlio del giudice. «Grandissimo presidente, un gol, un gol da campionato del mondo, ma io lo sapevo che lo poteva fare solo un presidente sto gol», dice al telefono l’imprenditore a Mauriello. Casimiro Lieto è un famoso produttore Rai che è stato in pole position per la direzione di Rai 1. E’ stato capo progetto della Prova del Cuoco, durante la conduzione di Elisa Isoardi, ai tempi del fidanzamento con l’ex ministro dell’Interno Matteo Salvini.

LA TARSU DELLA DORIA

Un posto per il figlio e la nuora del giudice, oltre al regalo economico. E’ questa la proposta che arriva dall’azienda conserviera. Oltre cinque milioni di euro di Tarsu da pagare e impugnate dalla società dell’agro nocerino sarnese. L’8 luglio del 2016 il deposito della motivazioni della sentenza che si risolve favorevolmente per l’azienda. Del caso se ne occupa Giuseppe Pagano, giudice tributario presso la commissione tributaria regionale di Salerno.

GLI ARRESTATI Antonio Mauriello (membro del Consiglio nazionale della giustizia tributaria), Giuseppe Pagano (giudice tributario), Casimiro Lieto (imprenditore, produttore Rai Tv), Rosario Attilio Passarella (dipendente presso la commissione tributaria), Francescopaolo Savo (professionista tributario), Giuseppe Somma (rappresentante della Full Project), Paola Panariello (rappresentante della Full Project).

GLI INDAGATI Vincenzo Castellano (professionista tributario), Aniello Pappacena (amministratore di fatto della Soigea Srl di Sarno), Giuseppe De Camillis (già giudice tributario), Giuseppe Naimoli (dipendente presso la commissione tributaria regionale), Salvatore Sammartino Fernando Spanò (presidente della sezione V della commissione tributaria regionale), Francesco Maiorino (avvocato della Full Project), Modestino Martino (Ctu) Salvatore Criscuolo (albergatore).

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