Il ghigno di Bertold Brecht

Scritto da , 9 gennaio 2014

«Che cos’è un grimaldello di fronte a un titolo azionario? Che cos’è l’effrazione di una banca di fronte alla fondazione di una banca? Che cos’è l’omicidio di fronte a una vita da salariato?». La famosa battuta che Bertold Brecht fa pronunciare al bandito Macheath (Mackie Messer), nell’Opera Da Tre Soldi) è una sintesi efficace di una rappresentazione che pone in stretta relazione l’impressionante analogia fra lo spietato mondo della malavita e il non meno spietato mondo degli affari. Il capolavoro brechtiano musicato da Kurt Weill, che sarà messo in scena il 14 gennaio al Teatro “Giuseppe Verdi” di Salerno, nell’allestimento curato dalla Compagnia degli attori, è stato presentato presso il Palazzo di Città, alla quale ha partecipato, insieme a organizzatori e interpreti, l’Assessore comunale alla Cultura Ermanno Guerra.

Nata nel 1928 come rielaborazione del’“Opera del mendicante” di John Gay, scritta esattamente due secoli prima nell’intento di mostrare come i metodi che caratterizzavano gli affari dell’aristocrazia britannica fossero simili a quelli della malavita, quest’opera teatrale costituisce uno dei capisaldi della satira socio-politica brechtiana. Ambientata, come l’originale inglese, nei bassifondi di Londra, mostra un microcosmo che ha la funzione di uno specchio deformante nel quale si riflettono i maneggi, il cinismo e le ipocrisie delle classi dominanti. Il protagonista, Macheath (“Mackie Messer” o “Mack the Knife”), il più grande e più famoso criminale della Londra vittoriana, sposa Polly Peachum, il cui padre, Jeremiah, controlla tutti i mendicanti di Londra. Egli tenta di far arrestare e impiccare Macheath. Pur essendo ostacolato dalla vecchia amicizia che lega il criminale al capo della polizia, Tiger Brown, alla fine riesce a farlo catturare. La vicenda è destinata tuttavia a risolversi a favore del bandito: poco prima dell’esecuzione, un messaggero a cavallo inviato dalla “Regina” gli comunica la concessione della grazia e il conferimento del titolo di baronetto.

Secondo Franco Alfano, che ha curato la regia, la scelta di mettere in scena questo lavoro non è stata certo casuale, visti i temi decisamente attuali: l’immoralità, l’ipocrisia e la spregiudicatezza degli uomini in una società violenta, nella quale la lotta per la sopravvivenza è all’ordine del giorno. Nell’intento di proporre una lettura attuale dell’opera, è stato individuato un parallelo tra il teatro di Brecht e il cinema di Tarantino, accomunati dall’ambientazione (il mondo della malvita e, più in generale, i personaggi socialmente emarginati e privi di scrupoli, come i malviventi, le donne di malaffare, ma anche i poliziotti e gli uomini di potere corrotti) e dai rapidi passaggi dal registro tragico a quello comico. L’attualizzazione dell’allestimento ha riguardato anche alcuni aspetti paratestuali: i cartelli che Brecht faceva passare sul proscenio saranno sostituiti da performances artistiche: le “visioni di sabbia” di Licia Esposito. Secondo Ciro Gilardi, che si appresta a un doppio debutto, sulle tavole del Massimo cittadino e col teatro brechtiano, nel ruolo del protagonista, «sposare Brecht e Tarantino vuol dire anche modernizzare il linguaggio».

Tra gli altri interpreti principali, Ascanio Ferrara vestirà i panni di Jonathan Jeremiah Peachum, mentre il ruolo di Celia Peachum – La moglie di Peachum, che l’aiuta negli affari – è affidato a Carla Avarista e quello di Polly Peachum a Meri Cannaviello. Roberto Lombardi interpreterà Jackie “Tiger” Brown, capo della polizia di Londra e miglior amico di Mackie dai tempi dell’esercito, la cui figlia, Lucy Brown, che afferma di essere sposata a Mackheath, sarà impersonata da Adriana Fiorillo. Infine Cristina Recupito sarà Jenny Diver, una prostituta che ha avuto una relazione con Mackie, ma a causa di un inganno finisce per tradirlo, e Igor Canto interpreterà Mattia della Zecca.

Gli attori sono stati seguiti dalla vocal trainer Silvana Noschese. Nello spettacolo si alternano infatti momenti di prosa a momenti musicali e cantati. La musica di Kurt Weill, che in quest’occasione sarà eseguita dal vivo con la direzione del maestro Roberto Marino, al quale si devono anche la concertazione e gli arrangiamenti, si ispira al cabaret e al jazz e ha contribuito sensibilmente al successo e alla fama dell’opera brechtiana. Ermanno Guerra, concludendo l’incontro con la stampa, ha dichiarato di aspettarsi molto da questa operazione, la quale ben rappresenta la vivacità culturale che caratterizza la nostra città in questo momento storico, e ha lodato anche l’intento, perfettamente riuscito, di aggregare molte delle professionalità presenti nel contesto cittadino.

Per la prevendita biglietti ci si potrà rivolgere al botteghino del Teatro oppure alla sede del Mumble Rumbe, in Via Vincenzo Loria n° 35.

Aristide Fiore

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