Il futuro della Provincia? Caos totale

Scritto da , 21 dicembre 2013

di Andrea Pellegrino

Bilancio di fine anno per l’amministrazione provinciale che s’avvia alla conclusione del mandato elettorale, senza conoscere però il futuro dell’Ente. C’è chi sostiene che le Province sopravviveranno chi, invece, auspica la loro abolizione o la creazione di aree metropolitane. Ma al momento il dato è unico: il caos totale soprattutto a livello centrale, dove la confusione ha raggiunto il suo punto più alto. A Palazzo Sant’Agostino, il presidente Antonio Iannone (tra l’altro componente dell’ufficio di presidenza dell’Upi) annuncia che «combatterà fino alla fine per difendere una istituzione importante ed indispensabile soprattutto in una realtà come Salerno che rientra tra le province più estese d’Italia». Quanto all’area metropolitana, il commento è secco: «Chi ha pensato questo non conosce la realtà di Salerno. In Italia ci sono, a mio avviso, tre uniche città metropolitane: Napoli, Roma e Milano. Le restanti città capoluogo non possono essere definite metropolitane e non possono sostituire le Province, soprattutto quelle che superano il milione di abitanti come Salerno. Qui il capoluogo provinciale rappresenta il 10 per cento della popolazione complessiva del territorio provinciale. Davvero si pensa che i consigli comunali delle realtà più lontane dal capoluogo (come Sapri, Ispani, etc..) approvino l’ adesione alla città metropolitana di Salerno? Io credo di no». Stoccate a Delrio e a Renzi. Al primo (ministro affari regionali, ndr) Iannone dice: «Ha dichiarato che se non sarà dato il via libera per la definizione delle province entro il 31 dicembre, il 1 gennaio si dimetterà. Io penso, invece, che non solo entro la fine dell’anno il provvedimento non approderà neppure in Aula (in 24 ore è stata cambiata la bozza 10 volte) ma anche che il ministro non si dimetterà». Al neo segretario del Pd, invece dice: «Ha guidato la Provincia di Firenze, forse lo dimentica. Ora reputa che le Province per come sono amministrate appesantiscono solo lo Stato. Mi sembrano dichiarazioni assurde da parte di chi ha guidato un ente provinciale per diversi anni». Con l’incertezza del futuro, Antonio Iannone però traccia un bilancio che chiude «con il segno positivo, in considerazione dei tagli (28 milioni di euro) che ci sono stati e dei risultati raggiunti», ed annuncia: «Fino all’ultimo proseguiremo su questa strada». Poi un ringraziamento ai suoi collaboratori: «Sono estremamente grato ai colleghi di amministrazione, ai dirigenti, ai dipendenti ed anche a quelli dell’Arechi Multiservice che non sono stati mai ritenuti “figli di un Dio minore” ma sono parte organica della Provincia di Salerno. Questo è un Ente che soprattutto nell’ultimo anno ha gestito con coscienza nonostante la confusione a livello centrale che si è riversata, inesorabilmente, sulle scelte amministrative e politiche. Abbiamo comunque dimostrato che la Provincia è un Ente utile ed insostituibile, senza il quale il territorio di Salerno avrà un danno enorme».

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