«Il funzionamento del compostaggio? Sancito da Caldoro, De Luca e Barca»

Scritto da , 15 ottobre 2016
rifiuti via calvanese scafati 3

di Andrea Pellegrino

Il Comune risponde ai quesiti dell’Anac sull’indagine aperta sul sito di compostaggio ed il dirigente Caselli chiede di farsi ascoltare dagli ispettori dell’autorità guidata dall’ex pm Raffaele Cantone. Il 3 ottobre scorso Luca Caselli ha presentato la sua memoria, rispondendo ai nove rilievi mossi dai tecnici dell’Anac che lo scorso anno hanno avviato accertamenti sul funzionamento dell’impianto di compostaggio di Salerno, dopo una denuncia presentata (anche all’attenzione della Procura della Repubblica di Salerno e della Corte dei Conti) dall’ex assessore regionale all’ambiente Giovanni Romano. E proprio sul primo punto, Caselli al rilievo “sui parametri funzionali e le finalità di progetto in virtù della scarsa qualità del rifiuto”, tra l’altro ricorda: «Con apposita manifestazione tenutasi alla presenza del (ex) presidente della Regione Campania (presidente anche della Giunta regionale alla quale apparteneva l’assessore Romano, autore dell’esposto), Caldoro e del sindaco del Comune di Salerno De Luca, il Ministro della coesione territoriale Fabrizio Barca ha personalmente apposto targa “bollino verde” con la quale è stato sancito che: “…si riporta testualmente… l’impianto rappresenta un esempio positivo di intervento pubblico, caratterizzato da una alta efficienza del processo di realizzazione ed elevati standard di funzionamento, il carattere di durevolezza dell’intervento, infine, soddisfa lo spirito alla base del finanziamento comunitario”». Ma ancora ricorda Caselli: «Anche l’ingegnere Mauro Cappello del Ministero dello Sviluppo Economico – a capo di un gruppo di lavoro definito task force di ben 6 unità tecniche – ha effettuato lavoro di verifica e controllo nel novembre 2012 con l’impianto già in funzione. La Forsu in ingresso, essendo impura, non consente all’impianto di esprimere le proprie potenzialità, che è cosa sostanzialmente diversa dall’asserire che l’impianto non rispetta i parametri funzionali e le finalità di progetto». Quanto al calo della raccolta differenziata effettuata dalla società “Salerno Pulita” (tirata in ballo proprio dall’Anac), Caselli non nasconde responsabilità da parte degli stessi utenti: «Nel corso del tempo, i cittadini meno attenti tendono a disfarsi dei rifiuti in genere nel sacchetto che viene raccolto più spesso, ovvero nell’organico. Si consideri anche che le tasse sui rifiuti non hanno avuto la flessione in diminuzione attesa dal cittadino, per cui, lo spirito di sacrificio dell’utenza è diminuito, e per questo le impurità nell’organico si aggirano intorno al 30%. Non si tratta di rifiuti macroscopici, ma a partire dal sacchetto di plastica usato, sono piccoli quantitativi perfettamente occultati nel conferimento dell’utente, che possono essere estratti solo all’impianto dopo una vagliatura meccanica». Poi il caso delle buste per la raccolta: «All’inizio della istituzione della raccolta differenziata il Comune forniva i sacchetti ma comportavano un costo annuo superiore al milione di euro e nel 2011 la distribuzione è stata interrotta». Ed ancora sul controllo, Luca Caselli spiega: «Sono stati formati gratuitamente circa 200 ispettori ambientali volontari che hanno operato sui controlli della qualità, i vigili urbani hanno elevato numerose contravvenzioni per abbandono incontrollato o difforme sino a 500 euro di importo. Tutta questa attività ha consentito di contenere le impurità e i sovvalli nelle aliquote già presenti all’inizio della gestione dell’impianto, fronteggiando il flusso turistico e il peggioramento della produzione dei rifiuti che esso comporta. Ed inoltre, dall’analisi della Forsu, si evince un dato incontrovertibile, la materia organica è presente in percentuali tra il 65% e il 70% e della restante parte circa il 20% è rappresentato dalla plastica, ovvero in gran parte dai sacchetti contenitori».

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