Il forno a legna abusivo dell’ex consigliere Napoli

Scritto da , 26 novembre 2018
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di Mario Marrone

E’ polemica a Giungano per l’abbattimento di una struttura ritenuta non rispecchiante i canoni della regolarità secondo quanto accertato dai “rilievi effettuati da personale del comune all’uopo incaricati” dall’amministrazione comunale.
Ad innescare la discussione che di riflesso coinvolge anche la politica locale, è l’opposizione consiliare che in una nota esprime tutto il suo disappunto per il fatto che a suo parere, non si userebbe lo stesso metro di giudizio per tutti e per ciascuno. Ad essere stato demolito è stato “un forno a legna, come ne sono presenti tanti in tutto il territorio comunale- recita il comunicato dell’Opposizione- realizzato con regolare permesso a costruire ma che dai rilievi effettuati risultava difforme di 12 centimetri rispetto a quanto autorizzato e per scongiurare il procedimento penale a suo carico il proprietario, l’ex consigliere comunale di Opposizione Antonio Di Napoli, ha dovuto procedere con l’abbattimento dell’intera opera” Fatta questa premessa i firmatari della nota spingono il piede sull’acceleratore e affermano
“ Si tratta di un primo crollo che avviene in un comune dove regna indisturbata la cementificazione selvaggia, dove sono state erette nella stessa zona del Di Napoli delle cattedrali, altro che 12 centimetri. Un comune dove esistono e persistono abitazioni abusive, ove addirittura si è avuta la sfrontatezza di costruire pilastri in cemento armato all’interno di una struttura pubblica data in gestione a privati” Per poi commentare amaramente “Di Napoli paga per aver osato denunciare la totale assenza in un comune dove regna al’anarchia Dove chi si mette contro avrà vita difficile” Per poi concludere che se è vero come è vero che la legge è uguale per tutti, allora “verifichiamo se lo è davvero, casa per casa, villa per villa, a partire da chi siede i consiglio comunale che deve dare l’esempio, all’ultimo dei cittadini giunganesi Vediamo se si procederà con altri abbattimenti Solo allora ci convinceremo che a Giungano la legge è uguale per tutti”.

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