Il fascino antico dell’Arpa

Scritto da , 1 agosto 2016

 

 

Questa sera, alle ore 21, sarà il sagrato del Duomo di Cava de’ Tirreni ad essere animato dai concerti di Villa Guariglia in tour firmati da Antonia Willburger con gli An Arperc, grazie al contributo dell’Amministrazione metelliana

 

CAVA De’ TIRRENI. Questa sera, il cartellone della XIX edizione dei Concerti d’ Estate di Villa Guariglia in tour, firmato da Antonia Willburger, si sposteranno sul sagrato del Duomo di Cava de’ Tirreni, grazie al contributo dell’amministrazione metelliana. Il festival è organizzato in collaborazione con la Provincia di Salerno, il Comune di Salerno, il Comune di Baronissi, il Comune di Cava de’ Tirreni, il Comune di Cetara, l’Ept, la Fondazione Cassa di Risparmio Salernitana, il CTA, la Coldiretti-Campagna Amica e l’Associazione Amici dei Concerti di Villa Guariglia, con il patrocinio morale del Consiglio Regionale della Campania ed il Conservatorio di Musica “Giuseppe Martucci” di Salerno, presenterà, intorno alle ore 21, gli “An Arperc”, l’ensemble nata tra le aule del Conservatorio “San Pietro a Majella” di Napoli nell’autunno del 2004, che propone un viaggio musicale attraverso le tradizioni popolari di numerosi paesi. è un viaggio tra due continenti, l’Europa e l’America Latina, un itinerario musicale attraverso le corde dell’arpa ed i colori della tradizione popolare. Facendo risuonare ritmi di tarantella, joropo, cueca, tango e chàmame, e quelle folk di derivazione celtico-irlandese ridanno voce alle tradizioni musicali dell’Italia meridionale e del Sud America. La musica tradizionale irlandese, il tango argentino, le serenate messicane, i saltarelli medioevali e le melodie paraguaiane, così come la tradizionale tarantella napoletana, risuoneranno grazie alle vibrazioni delle arpe di Adriana Cioffi (arpa classica), Antonella Labriola (arpa celtica), Gianluca Rovinello (arpa classica, oud) e delle percussioni di Pasquale Benincasa.  Tredici sono i pezzi in scaletta. Ad aprire il concerto sarà l’aria per arpa celtica del compositore irlandese Turlough O’Carolan, “Ramble to Cashel”, dedicata alla splendida rocca di Cashel, un castello del sud dell’Irlanda ancor oggi perfettamente conservatosi. Domani sera si ascolterà anche un’antica melodia scozzese riportata alla luce dall’arpista bretone Alan Stivell negli anni ’70, Gaelic Waltz. Immancabile sarà l’omaggio all’Italia ed ovviamente al Mezzogiorno con le tarantelle cilentane e salentine di origine popolare. E’ esistita una tradizione popolare legata all’arpa nell’Italia meridionale e soprattutto nella cittadina di Viggiano, in Basilicata. Lì, nei secoli scorsi, durante il periodo invernale, i genitori mandavano i propri figli a studiare uno strumento musicale affinché potessero poi procurarsi qualche guadagno suonando durante le feste canoniche o private. L’arpa utilizzata in quelle circostanze era di tipo portativo, leggero, di stampo popolare, che gli emigranti sono poi riusciti a portarsi al seguito ovunque si recassero. Questa sera saranno eseguite Tarantelle di Colliano alla Pizzicarella, passando per la tarantella partenopea. La tammurriata, “arpisticamente” reinterpretata, sarà quella di A’ Cantina e zi Teresa, attraversando l’oceano e abbattendo schemi e frontiere. Martedì 2 agosto, presso l’Area Archeologica di Fratte, alle ore 21, ingresso euro 5, I Musicastoria in “Spasiba”, per raccogliere fondi in favore dell’orfanotrofio di Zhodino in Bielorussia. Sul palco allestito nell’area etrusco-sannitica di Salerno saliranno Angelo Santucci (voce solista, percussioni), Fortuna Imparato (voce solista); Raffaella Coppola (danza, percussioni), Danilo Gloriante (violino, mandolino), Gaetano Troisi (flauto traverso), Ciro Marraffa (mandoloncello, chitarra battente), Francesco Granozi (chitarra classica, chitarra acustica) e Pietro Pisano (basso e zampogna). 

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