Il Dormitorio D’oro . Il Crescent devastato e depredato, ora ospita senza tetto e tossicodipentdenti

Scritto da , 10 dicembre 2015

Probabilmente passerà alla storia come l’edificio sequestrato più visitato d’Italia. Il Crescent di Salerno, nonostante i sigilli apposti dall’autorità giudiziaria ormai due anni fa, è luogo di continuo viavai di persone. Tra queste anche alcuni visitatori giunti in città per passeggiare tra le Luci d’Artista: in attesa dell’accensione, infatti, qualcuno – per combattere la noia – ha ben pensato di fare una visita presso il cantiere della mezzaluna di Bofill. Le entrate della struttura, nonostante sia stata sequestrata, sono tutte accessibili da zone nemmeno troppo nascoste. Al momento, per ammirare questa mastodontica struttura dall’interno, si può entrare da tre zone diverse: dal porto di Salerno in due aree, e dalla spiaggia di Santa Teresa. Ma non sono solo i curiosi ad avventurarsi nell’area di lavoro dell’incompleto, mastodontico, edificio di via Alvarez: tanti sono stati, e sono ancora oggi, i senzatetto che trovano riparo tra le colonne del Crescent o nella zona dei prefabbricati. All’interno, oltre a tutta l’immondizia raccolta in questi anni, c’è un angolo rimesso a posto ad hoc per poterci dormire, dove, forse 2 o più clochard, tornano periodicamente. In passato, proprio nel cantiere (che comunque dovrebbe essere inaccessibile) ci sono stati, a tal proposito, degli sgomberi da parte delle forze dell’ordine. Così come tanti sono anche i tossicodipendenti che hanno scelto quell’area nascosta per consumare la propria dose di sostanza stupefacenti. Ma, naturalmente, a causa della facilità con il quale si può entrare, non potevano mancare gli eterni romantici che hanno dedicato veri e propri poemi alle proprie morose scritte con bombolette sui muri o per terra. Purtroppo non tutti sono romantici, ma c’è chi dello sciacallaggio ha fatto un vocazione: tutti i servizi igienici della struttura sono stati “chirurgicamente” asportati. Allo stesso modo sono spariti anche tutti i quadri elettrici, presumibilmente per poter rivendere i pezzi. Stesso discorso per quel che concerne gli altoparlanti per la filodiffusione installati sotto la piazza della libertà che sono stati rubati o distrutti, mentre: quei pochi reduci hanno ancora la plastica attorno in attesa di poter emettere un giorno un qualsiasi suono. Dalla struttura si può accedere con facilità e senza nessun pericolo anche al tetto forse per poter scattare foto del panorama o per vedere con i propri occhi, quali sono i fantomatici 40 centimetri che hanno causato il sequestro della mezzaluna progettata dall’architetto catalano.

 

CARMINE BENINCASA

 

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