Il doppio ex Franco Varrella: “Tiferò Salernitana”

Scritto da , 3 gennaio 2015
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SALERNO. Era la stagione 1992/93 e all’Arechi andava in scena l’ultimo derby tra Salernitana e Casertana, al gol del 2-2 allo scadere di Fermanelli Franco Varrella (nella foto), all’epoca tecnico dei rossoblù, esulta sotto la tribuna coi suoi giocatori scatenando l’ira del pubblico di casa. A distanza di quasi ventidue anni e alla vigilia del ritorno del derby tra Casertana e Salernitana, Varrella torna su quell’esultanza: “Fui frainteso, stavo esultando coi miei giocatori e mi girai per caso verso la tribuna alle mie spalle ma non c’era niente di polemico nei confronti del pubblico granata”. Quello stesso pubblico che Varrella avrebbe ritrovato dalla sua parte qualche anno dopoe che ancora oggi porta nel cuore: “Quella curva non la dimenticherò mai. Nella mia bacheca conservo ancora una foto della Sud e una di ‘Zorro’ lo storico tifoso granata. E’, assieme a quella del Genoa la tifoseria più importante d’Italia a mio parere e merita di tornare a calcare i palcoscenici più alti che ci siano”. Purtroppo, però, nonostante il tanto amore, la doppia esperienza di Varrella a Salerno non fu esaltante. Se nel primo atto riuscì a salvare la squadra, nel secondo, subentrando a Zeman, retrocesse in una delle annate più nefaste della storia recente granata. Un fallimento che però, secondo Varrella, partiva da lontano: “Commisi un errore a tornare a Salerno, per tanti motivi. Accettai per amore verso al piazza ma appena iniziai a lavorare capì che la situazione era grave. Da parte della società non c’era la volontà di risollevarsi. Appena arrivai mi ritrovai dieci cessioni e capì che Aliberti, col quale ho mantenuto un ottimo rapporto, aveva già intuito che l’anno dopo sarebbe stato ripescato. Scelse me come traghettatore, accettai la sfida ma nonostante tanto entusiasmo nei giovani che arrivarono (ancora oggi custodisco una maglia che Stendardo mi donò dopo il suo primo gol in A), i senatori del gruppo si trovarono spiazzati. Alla fine riuscì a cementare il gruppo, fu molto d’aiuto far vedere il film ‘Quella sporca dozzina’ e qualche risultato arrivò. Tuttavia non c’era il supporto della società, bastava dire a tutti di crederci e remare tutti nella stessa direzione. Anche gli anziani che arrivarono, come Superbi, si misero in discussione ma non ci fu nulla da fare. E’ un grande rammarico che mi porto dietro. Avrei voluto dare di più alla Salernitana, una squadra di cui rimango tifoso, e tifero granata anche contro la Casertana”.

Simone Perrotta

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