Il Daimon sotterrato

Scritto da , 13 aprile 2018
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Questa sera, alle ore 21, il Centro Sociale di Salerno ospiterà il teatro Sotterraneo per la prima regionale di “Be Normal!”, sesto appuntamento della terza stagione Mutaverso Teatro, allestita da Vincenzo Albano

 

Di OLGA CHIEFFI

 

All’Auditorium del Centro Sociale, la stagione Mutaverso Teatro, firmata da Vincenzo Albano, continua a proporre novità. Questa sera, alle ore 21, sarà in scena lo spettacolo “Be Normal!”, della compagnia Sotterraneo, drammaturgia di Daniele Villa, con Sara Bonaventura e Claudio Cirri; per la regia dell’intera compagnia Sotterraneo. Il Teatro Sotterraneo, dopo il primo capitolo del Daimon Project che prendeva le mosse da un sostanziale mutamento interno alla compagnia, lanciando gli artisti  verso un nuovo corso della loro ricerca e un nuovo tema, quello della vocazione con Be Legend!, una serie di brevi appuntamenti attorno alla figura del personaggio leggendario incarnato in scena da un bambino, diverso in ogni episodio, come a voler indicare che la leggenda non fosse altro dall’estremizzazione di quel “daimon” primario, quell’inclinazione istintiva appartenente all’uomo come un’orma nell’anima, andrà in scena, in prima regionale, con “Be Normal!, che ci riporta verso la condizione dell’umano e attualizzazione del mito nel mondo contemporaneo, che ne disfa la virtù esplorativa, la linfa vitale, che riduce la vocazione in forma di passatempo. “Cosa fai per vivere? Ho visto le migliori menti della mia generazione domandarsi se ti pagano, quanto, quante ore al giorno lo fai, per quanto ancora pensi di farlo, lo fai perché senti di doverlo fare o lo devi fare per soldi? Ho visto le migliori menti della mia generazione perdersi e lasciar perdere. Ho visto le migliori menti e anche le peggiori guardare dritto negli occhi il proprio daimon e sparargli, tanto che me ne faccio”. Questi gli interrogativi della pièce che sfociano in “Certo, teatro – ma di lavoro?”. La società odierna si presenta contraddittoria e piena di tensioni e rischia di sfigurare il vero volto dell’uomo nella sua essenza. E’ in atto un cambiamento culturale in cui l’efficienza è elevata ad unico criterio di giudizio. La società non dà risposte sul senso della vita, ma chiede massima efficienza, velocità e profitto, il fine dell’agire non è più l’uomo, ma la ricchezza e il consumo. Lo stile di vita è consumistico, anche in relazione ai sentimenti e ai valori dell’uomo. In questo veloce progresso il giovane vive immerso in questa realtà, la soddisfazione immediata dei bisogni, la velocità dei mezzi di comunicazione, la realtà virtuale, l’immediatezza dei rapporti sociali, sono vissuti senza un progetto di vita a lungo o a medio termine ma solo nell’immediato, assistiamo ad un soggettivismo esasperato che rischia di far perdere il concetto di giusto e ingiusto, intrappolandolo nella morale dei desideri.  Ecco che “Be normal!” rappresenta una giornata impossibile, in cui dal risveglio alla notte i due attori attraversano un numero surreale di situazioni e contesti a cui sono chiamati a sopravvivere quasi come avatar di un videogame, colpo su colpo, morendo e andando avanti, vincendo e perdendo, cadendo e rialzandosi, per ottenere un lavoro, per partecipare a un rituale collettivo o anche solo per compiere un piccolo gesto quotidiano carico di senso, alla ricerca della propria normalità.

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