Il concorso: «Ti ricordo… il mio amico»

Scritto da , 14 Gennaio 2020
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Si allarga sempre più lo scandalo dei concorsi “pilotati” al Comune di Sant’Anastasia dove aveva partecipato anche il vicesindaco di Sarno risultato dodicesimo su dieci da assumere. Esiste però una norma che permette ai Comuni di attingere personale da inserire nel proprio organico dalle graduatorie dei concorsi già effettuati presso altri Comuni. Quindi, quello di non essere stato inserito tra i primi dieci sarebbe stato un male minore. Qualsiasi altro Comune della zona avrebbe potuto attingere a quella graduatoria e scegliere personale tra coloro dichiarati idonei ma non vincitori. . L’esplosione del caso di Sant’Anastasia, con gli arresti e la decapitazione della Giunta del Comune partenopeo ha finito così per sollevare il polverone dei concorsi truccati solo a favore degli amici e per gli amici degli amici. Nelle intercettazioni allegate alle ordinanze si legge testualmente di una telefonata tra il presidente della Società Cooperativa Agenzia Selezioni e Concorsi di via San Leonardo, Alessandro Montuori e Vincenzo Salerno

Vincenzo Salerno: “… ..Senti, io a volo a volo ti ricordo Sant’Anastasia, ti ricordo quella situazione che mi dicesti? Il primo step è stato superato dal mio amico……..

Alessandro Montuori: Oh mio Dio mi devo ricordare di costa stiamo parlando adesso

Vincenzo Salerno: Roby… .Roby…..Roby……..

Alessandro Montuori: Oh si tutto a posto……già sa, ricordaglielo già sa quello come….già sa…punto.

Vincenzo Salerno: Lui già sa ….non deve fare niente di più rispetto a quello che già sa

Alessandro Montuori: no no…già sa, va bene

Per i magistrati inquirenti che hanno coperto con omissis il restante delle intercettazioni, il Roby di cui si parla sarebbe Roberto Robustelli dodicesimo nella graduatoria con Vincenzo Salerno a fare da tramite con il presidente della cooperativa. Gli stessi magistrati poi nell’ordinanza spiegano anche perché interviene Vincenzo Salerno, a causa, secondo loro, dell’apprensione del Robustelli. Fatto sta che i telefoni intercettati, dopo gli arresti e l’inchiesta sono in pratica sempre spenti o irrangiungibili. La vicenda che compare nella seconda ordinanza di Concorsopoli un secondo capo di imputazione, un tentativo di induzione indebita che riguarda in questo caso solo due degli indagati: il segretario comunale Egizio Lombardi e l’imprenditore Alessandro Montuori, titolare dell’agenzia selezioni e concorsi di Salerno. In questa storia, il primo contatto con uno degli esponenti della cricca che truccava i concorsi, lo prende un assessore di un comune in provincia di Salerno allo scopo di presentare un aspirante candidato ad Alessandro Montuori. Il contatto avviene, il candidato che a sua volta in passato era stato consigliere comunale, è ammesso alle preselezioni di Sant’Anastasia e poi anche alle altre prove. Però, prima dell’esame orale, l’ultimo step, Montuori contatta sia l’assessore che il candidato e dà loro appuntamento al centro commerciale Vulcano Buono di Nola. Ed è lì che arriva il Lombardi. Fino a quel momento non vi erano state richieste di denaro, invece l’ex segretario – presidente delle commissioni d’esame – spiega alfine come funziona il giochetto. «Approfittatene perché questo è un treno che passa una volta sola» – li ammonì il segretario e, alla richiesta di ulteriori garanzie a fronte di un versamento di ben 20 mila euro, Lombardi avrebbe replicato: «Le uniche garanzie le dà la morte». I tempi, anche in questo caso come in tutti gli altri che riguardano l’inchiesta, erano stretti. Il segretario avvisa che stava per partire alla volta della Svizzera – si era nell’ottobre scorso – e dunque il versamento sarebbe dovuto avvenire entro breve. Il candidato decise di non pagare. Nella graduatoria finale risulta dodicesimo.

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