Il Comune non dispone di un inventario dei beni in fitto

Scritto da , 21 febbraio 2017
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di Brigida Vicinanza

A nulla è servita la convocazione del responsabile del settore Patrimoni del Comune di Salerno all’interno della Commissione Trasparenza, se non a “svelare” che in realtà a Palazzo di Città non c’è alcuna certezza o chiarezza in merito alla questione dei canoni di locazione di locali pubblici affidati ad associazioni salernitane. «Il Comune di Salerno non ha a disposizione un inventario in cui viene descritta la situazione degli immobili di proprietà comunale e la loro destinazione d’uso». In buona sostanza questa è stata la risposta del responsabile al presidente della Commissione Antonio Cammarota e ai consiglieri che hanno preso parte alla seduta al terzo piano di Palazzo Guerra. Amato, infatti, ha risposto di non aver contezza della situazione degli immobili dell’ente, in quanto non esiste un inventario che registri gli usi delle proprietà del Comune di Salerno. Ma sul caso è stato ora convocato anche Rosario Caliulo, responsabile del settore Politiche Sociali, che dovrà rispondere in merito ai “soggetti” che occupano i locali. Ci sarebbero dunque delle incongruenze tra alcuni elenchi che circolano all’interno del Comune di Salerno. Sarebbero 44 le associazioni “segnate” in un elenco del 2016, ma secondo Amato ci sarebbe un ulteriore elenco che riguarda i “morosi” del 2015 ovvero quelli che occupano un locale di proprietà del Comune ma che non hanno pagato il canone di locazione. E ora pare sia stato affidato il caso proprio alla Soget, la società che si occupan della riscossione dei tributi per conto del Comune, che dovrà dunque riscuotere i canoni di locazioni non ancora pagati. Ma per il resto, nessuna certezza da parte del responsabile di settore, che non ha fatto altro che accendere ancora di più la polemica e la discussione tra i consiglieri di Palazzo di Città. Il “mistero” dunque si infittisce e a scendere in campo è nuovamente il consigliere di opposizione e capogruppo di Forza Italia Roberto Celano, che vuole andare fino in fondo alla questione: «Apprendiamo con stupore e preoccupazione le parole del dottore Amato – ha sottolineato Celano – Nessuno sarebbe a conoscenza di tutti gli spazi e di tutti gli enti che a qualsiasi titolo li occupano. Nel frattempo ci sono ancora fitti passivi che il Comune paga per locare spazi poi destinati in comodato ad associazioni ed enti. Abbiamo chiesto elenco dei fitti pagati degli immobili locati e dei destinatari. Sulla questione andremo fino in fondo». Insomma, ora si attende che Caliulo possa rispondere almeno per quanto riguarda i “soggetti” ovvero le associazioni che occupano i locali del Comune a costi irrisori. Una questione non nuova comunque a Palazzo di Città, dopo il caso “Affittopoli”, già riportato su queste colonne. Quello delle associazioni dunque potrrebbe aprire un nuovo scenario su Palazzo di Città e sugli “affidamenti” dell’amministrazione comunale.

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