Il Comune di Amalfi ordina l’abbattimento dei lidi. La protesta

Scritto da , 29 giugno 2014

Riceviamo e pubblichiamo la lettera di Giampaolo Esposito, proprietario di uno stabilimento balneare ad Amalfi, in relazione alla recente ordinanza del sindaco Del Pizzo con la quale è stato ordinato l’abbattimento di tutte le strutture cittadine.

«La chiamano “La Divina”, per le bellezze, per l’accoglienza, per il paesaggio, per il calore umano e per le strutture che essa sa offrire si suoi tanti ed innumerevoli ospiti. È la “Divina” per tutti ma, la nostra amata Costiera Amalfitana, non lo è per l’Amministrazione Comunale che la gestisce. Non lo è per chi – spesso senza approfondire o studiare quanto ha esso stesso raccolto e documentato – ha inteso emanare e firmare (nel periodo di maggior richiamo e flusso turistico) un’ordinanza di demolizione verso uno degli stabilimenti balneari e nei confronti di uno dei poli di attrazione più rinomati della nostra amata Costiera. “Marina Grande”, oltre a rappresentare il risultato di anni ed anni di lavoro e di fatica da noi profusi, rappresenta anche la prova di una costruzione e di un’edificazione  condotta nel tempo attraverso il massimo rispetto di tutte le norme urbanistiche e paesaggistiche succedutesi alle varie epoche. È una struttura nata ben prima degli anni ’80, costruita sulla base di Concessioni Edilizie regolarmente ottenute in più epoche, di autorizzazioni paesaggistiche sempre concesse di fronte a strutture realizzate senza insulti per le bellezze naturali dei mari che le ospitano, di concessioni demaniali regolarmente ottenute e rispettate e, non ultimo, di percorsi e vagli amministrativi sempre puntualmente superati. Oggi – per mero spirito autolesionistico e muovendosi verso chi opera anche per il bene di un’intera comunità turistica – proprio l’Amministrazione  Comunale, invece di schierarsi al fianco di chi lavora con correttezza, trasparenza e legalità per la tutela di un nome prestigioso nel Mondo intero, firma ed emette provvedimenti fortemente sanzionatori e minacciosi di ben più gravi misure repressive, ignorando documentazioni, relazioni ed autorizzazioni che – ad essa formalmente ed ufficialmente noti da tempo – avrebbero dovuto far scrivere ed affermare l’esatto contrario. Gli interessi turistici ed economici della nostra società, insieme agli interessi turistici ed economici dell’intera Comunità Amalfitana, sempre spinti nel solco della più profonda legalità e trasparenza, non possono che essere salvaguardati e tutelati in ogni sede ed è questo che – sottraendo tempo e risorse a quella che dovrebbe essere la nostra unica attività imprenditoriale – ci apprestiamo, già da oggi, a fare».

Giampaolo Esposito titolare stabilimento balneare “Marina Grande” – Amalfi

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