Il clarinetto protagonista della Festa della Musica

Scritto da , 20 giugno 2016

Domani sera, alle ore 19,30, nei saloni del Circolo Canottieri Irno, Miriam Zeoli in duo con Joao Carlos Parreira Chueire, eseguirà musiche di Mozart, Spohr, Stravinsky e Arnold

Di OLGA CHIEFFI

Festa della Musica nel segno del clarinetto domani sera, alle ore 19,30 nei saloni del Circolo Canottieri Irno, una serata promossa dalla Associazione Cypraea, presieduta dalla pianista Giuseppina Gallozzi e voluta dal presidente del sodalizio di Via Porto Alberto Gulletta. Il circolo remiero, che forgia la gioventù salernitana da oltre cent’anni, presenterà alla sua attenta platea un talento della scuola napoletana di clarinetto, Miriam Zeoli, diplomanda del M°Giovanni De Falco, docente del Conservatorio San Pietro a Majella, che incontrerà la tastiera del pianista Joao Carlos Parreira Chueire. La serata principierà con una trascrizione del Larghetto in Re maggiore dal quintetto in La Maggiore K581, composto da Wolfgang Amadeus Mozart, datato 1789. Il Larghetto è l’espressione della più sublime cantabilità e si svolge nella forma di una romanza tripartita, nella quale la sezione centrale non è altro che una prosecuzione ed elaborazione motivica della prima, aperta dal dolcissimo canto notturno del clarinetto, su di un sontuoso tappeto armonico del pianoforte che dovrà farci immaginare il mormorio degli archi con sordino. Un autore-solista-didatta come il tedesco Louis Spohr è uno di quei musicisti tuttofare che hanno marcato la storia della musica del proprio paese, se non proprio dell’Europa del tempo. Infaticabile concertista con il suo violino, didatta inarrivabile, testimone della vita non solo musicale dei suoi anni davvero formidabili, perché cadenzati dalla Rivoluzione Francese, dall’età napoleonica e dalla Restaurazione. Di Louis Spohr, Miriam Zeoli, proporrà una trascrizione del Concerto in Mi Minore n°4 per clarinetto e orchestra, datato 1828, nei tempi Allegro vivace, larghetto e Rondò all’Espagnol. Scritto, insieme ai precedenti tre per il clarinettista Johann Simon Hernstedt, si tratta di un’opera squisitamente sinfonica, nella quale la pur impegnativa parte solistica, predominante nel movimento finale, dà vita a momenti di notevole valenza timbrica, in un contesto globale caratterizzato da una raffinata elaborazione motivico-tematica, che ben porrà in luce la versatilità e la scioltezza della strumentista. Nel vasto repertorio per clarinetto, uno dei brani più significativi è senza dubbio la raccolta dei Tre pezzi per clarinetto solo di Stravinskij. Nato nel 1919, questo capolavoro è stato uno dei primi brani del novecento dedicati al clarinetto solista, dedicati ad un appassionato suonatore di questo strumento, il generoso mecenate di Winterthur, Werner Reinhard. Il primo dev’essere suonato “Sempre p e molto tranquillo”, mentre l’ultimo reca l’indicazione “f d’un bout à l’autre”. Il radicale contrasto tra i due pannelli estremi è mediato dall’episodio centrale, che manifesta non solo un’ampia tavolozza di colori, ma anche una sorta di mercuriale instabilità d’umore. Stravinskij rinchiude in questa minuscola galleria di aforismi, mondi del tutto diversi. Difficile, infatti, non sentire nel delicato modalismo del Primo, da suonare con il cupo e vellutato clarinetto in la, un’eco delle impressionistiche Lyriques japonaises, mentre il petulante pezzo finale, con le sue inflessioni popolaresche guarda, invece, al mondo sarcastico dell’Histoire du Soldat. Finale con la Sonatina, op.29 di Sir Malcolm Arnold, per celebrarne il decennale della scomparsa. Questa pagina dedicata a Frederick Thurnston, composta nel 1951, sfrutta per intero l’estensione del clarinetto, con particolare affezione al medio grave, in uno stile che denota la grande influenza che il jazz ha avuto sul compositore, nei tre movimenti, Allegro con brio, Andantino, un’oasi di calma tagliente, prima di lanciarsi in apnea nel virtuosistico Furioso strappapplausi.

Consiglia

Cronaca

Spettacolo e Cultura

--sidebar-wrapper-->