Il Cav conferma Caldoro Mara insiste per il no

Scritto da , 7 Dicembre 2019
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di Andrea Pellegrino

Il nome sulla scrivania di Silvio Berlusconi resta quello di Stefano Caldoro. Anche durante il vertice ad Arcore, il Cavaliere avrebbe ribadito la sua scelta: ricandidare Caldoro alla Regione Campania. Un nome non condiviso dalla schiera di Mara Carfagna e da Clemente Mastella alla ricerca di nuovo candidato. Si racconta che proprio mentre era in corso un vertice ad Arcore tra i leader del centrodestra, un gruppo di parlamentari si riuniva a Montecitorio con Mara Carfagna. Tra questi, i salernitani Gigi Casciello, Marzia Ferraioli ed Enzo Fasano (coordinatore azzurro in provincia di Salerno), oltre il sindaco di Benevento Clemente Mastella, da tempo ostacolo sulla strada dell’ex governatore. I dissidenti avrebbero posto una questione di metodo e di sostanza. «Il candidato – avrebbero fatto sapere – va scelto coinvolgendo tutti gli azzurri». In particolare, il gruppo campano avrebbe chiesto all’ex ministro alle pari opportunità Mara Carfagna di rappresentare le loro istanze a Berlusconi e di informare il coordinatore regionale De Siano, che presto potrebbe convocare tutti i deputati e senatori campani di Fi per fare il punto della situazione. De Siano, però, insieme al senatore Luigi Cesaro, è pronto a sostenere l’ex governatore, rispettando così l’indicazione di Silvio Berlusconi. I più vicini al Cavaliere, infatti, avrebbero dimostrato che il metodo non è altro che quello utilizzato alle ultime elezioni politiche. Lo stesso, insomma, che avrebbe eletto gli stessi dissidenti alla Camera dei Deputati, sotto la bandiera di Forza Italia. Intanto il nome di Caldoro resiste. Ed anche la Lega di Matteo Salvini si ammorbidisce intorno alla figura dell’ex presidente. Per Salvini è necessario risolvere il nodo legato alle altre regioni chiamate al voto, prima del disco verde su Caldoro. Ma nessuna pregiudiziale sul nome. Così come ci sarebbe il via libera da parte dei Fratelli d’Italia, con lo stesso Edmondo Cirielli, candidato indicato alla presidenza da Giorgia Meloni, pronto al passo indietro a favore di Caldoro. Insomma, la guerra politica è tutta interna a Forza Italia, innescata da una parte che da tempo vive con insofferenza all’interno delle mura azzurre. Tant’è che la via verso Renzi non sarebbe completamente sbarrata. Vale per la Carfagna ma anche per Clemente Mastella, forse il primo a guardare con interesse al nuovo progetto dell’ex presidente del Consiglio.

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