Il caso del prof Pierluigi Siano finisce in Parlamento

Scritto da , 13 settembre 2017

Pina Ferro

“Funziona da sempre così”. Questa è la frase ricorrente ripetuta dagli studenti, alzando le spalle, quando gli chiediamo un commento su quanto successo alla facoltà di ingegneria dell’Università di Salerno nello scorso mese di giugno. Un presidente di commissione esaminatrice che ‘dimentica’ di aver più di 100 pubblicazioni in comune con uno dei candidati a professore ordinario, salvo dimettersi subito dopo l’esposto in procura di un altro candidato. Il caso è quello del professore associato Pierluigi Siano costretto a rivolgersi alla Procura della Repubblica per denunciare delle anomalie nel concorso. “Funziona sempre così” è il carma degli studenti quando riportiamo loro le evidenze documentali di come i criteri di valutazione vengano cuciti addosso a determinati candidati, stravolgendo quanto previsto dai bandi e in barba alle norme di legge. “Ma questa volta non sono dicerie o pettegolezzi – dichiara il consigliere regionale Michele Cammarano, ma quanto coraggiosamente riportato nero su bianco da un candidato a professore ordinario alla procura di Nocera dopo essersi imbattuto nei comportamenti sospetti di una commissione. La leggerezza con cui i membri della stessa hanno sorvolato su evidentissime cause di incompatibilità non può spiegarsi solo con imperizia o distrazione, ma sembra coerente con una consuetudine cristallizzata all’interno dell’istituzione campana”. Alla luce di questo gravissimo episodio il Movimento 5 Stelle presenta sia alla Giunta regionale tramite il consigliere Cammarano che al ministro dell’istruzione tramite i parlamentari campani, un’interrogazione per sollecitare un intervento immediato. “Le riforme universitarie che destra e sinistra si divertono a scimmiottare da decenni, senza risolvere il problema delle baronie, penalizzano il futuro dei nostri giovani. Lo stesso Raffaele Cantone – continua il consigliere salernitano – lo scorso settembre segnala la quantità enorme di segnalazioni provenienti da comportamenti impropri delle commissioni universitarie. Qualche giorno fa un report del Senato sull’efficacia delle riforme universitarie ne decretava il fallimento proprio sotto l’aspetto dei favoritismi e della mancanza di meritocrazia. Cosa dobbiamo aspettare ancora? Chiediamo di verificare – conclude Cammarano – se quanto avvenuto e denunciato a Salerno sia la normale prassi di reclutamento del personale docente e chiediamo di intervenire immediatamente affinché gli atenei si attengano alle leggi ma soprattutto al rispetto del merito e del valore dei candidati. Lo chiedono i nostri studenti e la reputazione delle nostre università.

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