Il cartellone della Monte Pruno Orchestra chiude con Ylenia Cimino e Angelo Zupi

Scritto da , 28 giugno 2015

Questa sera, alle ore 19,30 la formazione diretta da Mauro Tortorelli si esibirà nella Chiesa della SS.Pietà a Teggiano

 Di OLGA CHIEFFI

Questa sera, alle ore 19:30, presso la Chiesa della SS. Pietà a Teggiano, si terrà l’ultimo appuntamento musicale della Monte Pruno Orchestra, evento rientrante nella serie di concerti inaugurata a marzo di quest’anno. Il concerto, organizzato dalla Banca Monte Pruno, in collaborazione con il Circolo Banca Monte Pruno, l’Associazione Monte Pruno Giovani ed il supporto dell’amministrazione comunale di Teggiano, vedrà, inoltre, l’esibizione di due giovani solisti quali Ylenia Cimino al flauto e Angelo Zupi Castagno al violoncello, sostenuti dalla formazione senior diretta dal violinista Mauro Tortorelli. Ad inaugurare la serata il concerto in Mi minore per flauto e orchestra d’archi di Saverio Mercadante, un cavallo di battaglia di Ylenia Cimino. Il primo movimento un Allegro maestoso, in forma sonata, si distingue per la connotazione drammatica caratterizzata da efficaci contrasti e da una “gestualità” di impronta operistica. Il secondo tempo è un breve Largo, inizialmente incupito da un intervento orchestrale incisivo e perentorio, per poi sciogliersi in una fluida cavatina belcantistica basata su due idee melodiche affidate al solista. Il Rondò è sicuramente il brano più noto del Concerto, per il carattere brioso e acrobatico e per il ritmo incisivo del suo ritornello, esposto dal flauto, non privo di spunti umoristici. Il flauto di Ylenia Cimino cederà la ribalta al violoncello di Angelo Zupi che ha scelto di restare in ambito operistico e napoletano proponendo le Variazioni di bravura sul tema del Mosè di Gioacchino Rossini scritte da Niccolò Paganini. Le “Variazioni di bravura su una sola corda, sul tema del Mosè” di G. Rossini sono una trascrizione per violoncello dell’ omonima opera per violino scritta da  Niccolò Paganini dopo la ripresa napoletana dell’Opera, tenuta al teatro San Carlo nel 1819. Fu in quell’occasione che il maestro pesarese aggiunse al Mosè in Egitto la celebre preghiera “Dal tuo stellato soglio”. La Sonata si apre con un’ Introduzione in cui, il tema della preghiera, accorato e malinconico viene ripetuto in diversi registri e seguito da una ripresa in modo maggiore che si chiude su una cadenza di bravura. Fa seguito il Tema in tempo alla marcia e tre variazioni. L’uso frequente di armonici e di subitanee cadute dell’arco in prossimità del ponticello del violino e figurazioni ritmiche pulsanti e variegate, fanno di quest’opera, un esempio peculiare di trovate strumentali ed effetti sorprendenti. Si tratta di una trascrizione rara perché fatta dal celebre violoncellista italiano del primo ‘900, Arturo Bonucci. La scuola violinistica virtuosistica italiana è presente al suo massimo grado in un’opera che nella sua versione per violoncello è di una difficoltà che a volte sembra trascendere le possibilità stesse dello strumento. Le distanze da coprire dalla mano sinistra sul violino infatti sono molto più limitate, trattandosi di uno strumento molto più piccolo e la peculiarità di suonare tutto il pezzo su una sola corda sembra essere una sfida a ciò che è impossibile. Tutto ciò proponendo un tema e delle variazioni di grande levatura artistica e dall’impatto emozionante. Finale affidata alla musica giapponese, con uno dei suoi massimi esponenti, Nobuya Monta, del quale verrà eseguita la Rhapsody per violino e archi.

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