Il Canto di Natale di Gaetano Stella

Scritto da , 13 dicembre 2015

Domenica al teatro delle Arti per rivivere e riflettere sull’egoismo di Scrooge con la Compagnia dell’Arte

Di OLGA CHIEFFI

Nella fredda notte che annuncia il Natale, il vecchio Scrooge, visitato dal fantasma del suo vecchio socio in affari, si trova a compiere un viaggio nel passato, nel presente e nel futuro della sua miserevole vita. Solo messo di fronte a se stesso Scrooge imparerà il valore della solidarietà. Questa è la celeberrima trama di una delle storie più raccontate e rivisitate dal cinema e dalla letteratura mondiale. Il classico di Dickens, Canto di Natale riesce ad affascinare come sempre, e rievoca magicamente lo spirito natalizio. Questa mattina a partire dalle ore 11, presso il Teatro delle Arti di Salerno, si continua con C’era una volta 4, la rassegna teatrale della Compagnia dell’Arte che ospita Gaetano Stella in Canto di Natale, le magiche  coreografie di Marco Sellati con il Professional Ballet di Pina Testa, le scenografie di Luciano Cappiello, diretti da Antonello Ronga.  Nei 3 spettacoli, alle 11, alle 17 e alle 19.15: si potrà assistere ad una favola fuori del tempo liberamente tratta dal celeberrimo racconto di Charles Dickens, che vedrà in scena interagire attori in carne ed ossa con i “fantasmi” del Natale passato, del Natale presente e quello futuro, impegnati in una evocativa missione per sottrarre alla sua triste sorte il protagonista, ignaro di quanto lo attende. “Che cos’è il Natale, se non il momento in cui ti ritrovi più vecchio di un anno senza essere di un’ora più ricco!” continua a ripetere Scrooge, brontolando per le sue “gravi” sventure economiche. Ma il suo ex- socio, Marley, avaro come Scrooge e morto alcuni anni prima, si unisce all’esercito dei fantasmi, mostrandogli a cosa lo ha condannato, dopo la morte, l’essere stato egoista durante la vita: una catena pesantissima gli cinge la vita e lo costringe ad una espiazione perenne e ciò che è peggio è che non v’è rimedio! Dickens descrive perfettamente il clima festoso, intriso di buonumore e quella sensazione di fratellanza e serenità che caratterizza l’animo di tutti noi durante il periodo natalizio. Allo stesso tempo, in contrapposizione a tutto questo, c’è il cupo orgoglio di un vecchio egoista, odiato da tutti per il suo carattere burbero ed inutilmente perfido. Tra le righe di questo racconto c’è molto su cui riflettere: l’egoismo; il volere sempre di più senza guardare in faccia a nessuno; il desiderio di sentirsi ricchi ed invidiati dal mondo solo per i beni materiali; il desiderio di onnipotenza che il denaro sa darti. Verrebbe da chiedersi “quanto Scrooge c’è in ciascuno di noi?“. Quante volte avremmo potuto rinunciare a qualcosa per donarlo agli altri, a chi ha meno di noi? Quante volte non ci siamo lasciati influenzare tirando dritti per la nostra strada, pensando esclusivamente al nostro interesse? Quante volte non ci siamo curati della miseria che c’è intorno a noi? “Canto di Natale” andrebbe letto e riletto tutti gli anni per tenere a mente il vero significato del Natale: condivisione, amore, affetto. Natale significa passare un momento piacevole con i propri cari, anche senza regali, anche se il solo vestito buono che abbiamo è uno straccio. Natale significa apprezzare ciò che si ha, con la consapevolezza che tutto è transitorio, anche la nostra vita, e che il sorriso di un bambino o di un genitore è la nostra vera benedizione e dobbiamo proteggerlo ad ogni costo. Lo si può fare anche assistendo tutti insieme a questa commedia musicale dai costumi accattivanti, ricca di emozioni, per incominciare rivivere il senso vero delle festività natalizie.

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