Il calcio salernitano piange zio Alberto

Scritto da , 11 febbraio 2015

“Il direttore adesso lo fanno tutti, non chiamatemi tale ma zio Alberto perché io devo fare calcio, sono qui per fare calcio”. E’ così che Alberto Massa (in foto nelle vesti di trainer), volto storico del calcio giovanile e dilettantistico salernitano ma non solo, si presentava ai suoi atleti, desiderosi di emulare le gesta dell’Enzo Maresca di turno potendo contare sulla competenza e l’altruismo del buon Alberto. Alberto Massa ha lasciato questa mattina la sua immensa comunità, logorato da un tumore che ha lasciato sgomenti tutti i protagonisti del football nostrano. Un personaggio amato e apprezzato da tutto il calcio salernitano e non solo. I funerali si svolgeranno questa mattina alle 11.30 al rione Campione. Un maestro di vita e di sport, come lo ha giustamente definito Candido Fortunato, a lui molto legato. Alberto Massa era un talent scout, uno che sapeva intravedere ne ragazzi, quella luce, quel talento in grado di farli diventare grandi. E di giocatori ne ha lanciati tanti. Noto per aver lanciato nel grande calcio Enzo Maresca, Andrea Fortunato e tanti altri. Da Salvatore Russo, a Giovanni Piemonte, a Fabio De Luca, a Enzo Fusco a Gianluca Grassadonia, a Fabio Mazzeo a Paolo De Crescenzo. Solo per citarne alcuni. Una vita per il calcio dilettantistico, iniziando da calciatore con il suo grande amico Isidoro Maresca: “Ha iniziato a giocare con me e poi insieme abbiamo trascorso tanti anni prima all’Isidoriana poi alla Giovane Salerno, con tante soddisfazioni. L’aver lanciato tanti ragazzi è stata la vittoria più bella. Siamo stati come fratelli, avendo fatto calcio insieme per quasi venti anni. Ci dovevamo vedere ultimamente ma non siamo mai riusciti a incrociarci. Una volta lo vidi, mi disse vieni al mercato ma ora ho solo il rammarico di non esserci mai andato. Recentemente l’ho sognato un paio di volte, è stato quasi un presentimento”. Il dolore è di tanti amici come Mario Avallone con cui Massa ha condiviso tante avventure, come Salvatore Russo, davvero distrutto dal dolore, lui che era quasi un figlio per Alberto così come Fabio De Luca, che grazie a lui approdò alla Salernitana. O come Rocco Oliviero: “Abbiamo trascorso tanti anni insieme, è stato uno dei perni per il calcio giovanile salernitano. ho tanti ricordi che in questo momento è anche difficile mettere in fila”. i è fatto apprezzare nel salernitano e nella Valle dell’Irno portando alla ribalta realtà conosciute o meno. “Con lui è andato via anche l’ultimo baluardo del calcio dilettantistico e giovanile dei nostri tempi – ricorda Sergio Panella, portavoce dello storico gruppo targato Valentino Mazzola – Ora con l’addio dello “zio” è davvero difficile immaginare di trovare ancora qualcosa di sano in questo mondo”. “Grazie per avermi insegnato tanto – ricorda Mattia Viviano – Ricordo di come mi abbia sempre detto che possedevo il fisico da giocatore, ma poi tutto il resto era da rivedere. Sono stati gli anni migliori quelli trascorsi con lui. Addio Zio Alberto”. Un vuoto incolmabile che chiude davvero un’era.

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