Il bistrattato fiore all’occhiello della sanità

Scritto da , 22 dicembre 2015

BATTIPAGLIA/EBOLI. Come quello di Eboli ce ne sono altri tre in Italia con le stesse attrezzature ma ha solo tre medici oltre il primario. Lavora 365 giorni l’anno ma i sanitari addetti sono di meno di qualsiasi altra struttura del genere in provincia di Salerno. E’ un centro di eccellenza, punto di riferimento per l’intera Campania (e non solo) ma chiedono invano un radiologo in servizio per 12 ore in più al mese. Poi ci si lamenta  che i migliori cervelli vanno via dal Mezzogiorno.
E’ quanto accade nella Piana del Sele e precisamente con il reparto di nefrologia dell’ospedale di Eboli, diretto dal battipagliese Pino Gigliotti,, un medico che, con caparbietà e lungimiranza, ha costruito una realtà nel suo campo che si trova solo nei policlinici di Roma, Milano e Bari.
Alle otto di sera, dopo un turno di 12 ore, Gigliotti è ancora in reparto. Collaborato da una fantastica equipe affronta innumerevoli problemi di varia natura. Ha a disposizione solo tre medici e con questi valorosi deve gestire un reparto con nove posti letto, altri otto per dialisi, la sala operatoria, la dialisi domiciliare e gli ambulatori di (Eboli, Battipaglia, Giffoni Valle Piana e Pontecagnano). Ed ora, con la recente normativa sul lavorro sarà impossibile fare le turnazioni in un reparto che è attivo ogni giorno.
In questi giorni si parla dell’unificazione degli ospedali di Eboli e  Battipaglia…
«Giustissimo che vengano unificati. E’ l’unica via che possa permettere la sopravvivenza di una struttura sanitaria nell’area, e porre in salvo le risorse umane e la tecoilogia presente nelle due strutture».
L’attuale situazione della sanità del territorio la soddisfa?
«Assolutamente no. Il mio reparto è fondato soprattutto sulla diagnostica. In questo momento ho un laboratorio da mezzo milione di euro bloccato a causa della mancata disponibilità della figura di un radiologo che serevirebbe almeno per altre due sedute mensili di agobiopsiarenale…»
Recetentemente c’è stata la protesta proprio per avere dei radiologi in più a Battipaglia ed Eboli…
«L’agitazione di queste ore sui radiologi  non risolve tutto. Oltre l’emergenza sanitaria, ci sono anche le patologie complesse da curare. La medicina compelssa è paralizzata perché mancano proprio i radiologi e gli anestesisti. I due medici della radiologiache arriveranno a Battiopaglia serviranno solo per le esigenze del pronto soccorso».
Di quante unità c’è bisogno tra i due ospedali?
«I due radiologi certamente non sono sufficienti, ce ne vorrebbero almeno una decina per gli ospedali di Eboli e Battipaglia. Queste due strutture sanitarie sono riferimento anche per territori limitrofi per la medicina complessa, ossia nefrologia, cardiologia e le aree chirurgiche».
Il suo reparto è uno dei centri di eccellenza in Campania…
«La nostra nefrologia, con gli 800 ricoveri l’anno, è un punto di riferimento regionale. Per un’agobiopsiarenale occorre lavorare una settimana. Attualmente ne facciamo una novantina l’anno: con un radiologo in più per dieci-dodici ore al mese raddoppieremmo quasi le sedute. Arriveremmo a 150 procedure l’anno: un numero elevatissimo, da primi centri in Italia, e saremmo in grado di farlo, evitando alla Campania le ulteriori spese dei viaggi della speranza con pazienti costretti a recarsi in altre regioni per sottoporsi a questo esame. Ricordiamo che la diagnostica renale non viene eseguita in nessun’altra struttura della provincia di Salerno e  la nostra ne esegue il più alto numero in Campania. Se vogliamo andare avanti e migliorare è necessario razzionalizzare le risorse o assumere altri medici altrimenti…»
Altrimenti?
«Al primo concorso in Italia o all’estero andremo via!».

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