Il 3d per il gesso? La tecnologia e la scienza rendono tutto più semplice

Scritto da , 21 ottobre 2016
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Tutti noi lo conosciamo e molti lo hanno provato in prima persona, conoscendone il fastidio che comporta, si tratta del gesso, usato per immobilizzare un arto che ha subito una frattura.

Per rendere meno spiacevole quest’ esperienza, la scienza e la tecnologia che non smette mai di rinnovarsi, è riuscita a trovare un’alternativa, molto vantaggiosa.

Uno studente neozelandese infatti, Jack Evill, nel 2013 ha inventato un supporto per arti realizzato con una stampante 3D.

L’arto fratturato, viene scansionato in 3D e con i raggi X, i dati raccolti vengono poi trasmessi ad un software in grado di riprodurre esattamente la forma dell’arto e mandare in stampa questo particolare gesso con un rinforzo proprio nel punto della frattura.

Il suo nome è gesso corteccia, è più comodo, ben calibrato sulla parte fratturata, è molto più leggero ed essendo aperto è anche ventilato.

Ricordate che farsi una doccia con il gesso tradizionale era praticamente impossibile? Con questo prodotto innovativo invece, essendo impermeabile, lavarsi non è un problema.

Il materiale è molto resistente e riciclabile, ed anche l’estetica e l’odore sono migliori.

Tra gli altri vantaggi da non sottovalutare ci sono il minore ingombro, le capacità motorie più ampie e lo spessore ridotto.

 

Articolo di Letizia Giugliano in collaborazione con CREATIWA STUDIO

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