Il 25enne picchiato dal branco a Cava si è svegliato dal coma

Scritto da , 29 novembre 2012

Si è risvegliato dal coma farmacologico. Finalmente, dopo quattro giorni di grande apprensione, il venticinquenne finito in coma e operato d’urgenza al San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona in seguito all’aggressione subita a Cava de’ Tirreni da un gruppo di veri e propri malviventi, si è risvegliato. Ora è ricoverato e comunque tenuto sotto stretta osservazione nel reparto di neurochirurgia del nosocomio salernitano. Il giovane, che lo scorso venerdì si trovava nella città metelliana per festeggiare il compleanno di un amico, fu colpito da una violenta cinghiata al capo che gli aveva provocato lo scheggiamento del cranio. Le schegge stavano cominciando a fare pressione sul cervello del giovane, motivo per il quale si era reso necessario un intervento chirurgico. Il ragazzo, insieme ad altri 4 amici, la stessa sera dell’aggressione si era fatto refertare presso l’ospedale di Cava, ma lì non erano stati fatti approfonditi accertamenti; solo il mattino successivo, una volta raccontato ai genitori l’episodio, si è deciso di portarlo al Ruggi per fare una tac che, poi, ha rilevato il problema alla testa.
I ragazzi salernitani (una decina) che hanno subito la violentissima aggressione da parte di circa quaranta giovani cavesi hanno in questi giorni esposto la loro versione dei fatti agli agenti del commissariato di polizia di Cava de’ Tirreni per riuscire a chiarire la dinamica  della “spedizione punitiva” ai loro danni. Picchiati a sangue con cinghie borchiate e al grido di «Cava è nostra» per il solo fatto di essere nati, cresciuti e residenti a Salerno. E nella stessa città della vallata, i cittadini si dissociano e condannano l’increscioso episodio di violenza gratuita e soprattutto immotivata del quale si sono resi protagonisti dei facinorosi, esprimendo al contempo solidarietà e vicinanza ai ragazzi salernitani aggrediti.

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