Ifil, la società “cartiera”: Fatturati 900mila euro di consulenze inesistenti

Scritto da , 12 febbraio 2016

di Marta Naddei

La Ifil di Mario Del Mese vera e propria società “cartiera”. E’ così che i pubblici ministeri Antonio Cantarella e Guglielmo Valenti definiscono l’impresa che fa capo a Del Mese: una società, in sostanza, nata per fare fatture relative a attività mai svolte o comunque notevolmente sottodimensionate.
Nello specifico, la Procura – che fa solo un passaggio sulla questione, precisando che per gravità dei fatti, si prospetta un nuovo “tema di indagine” – contesta l’emissione di fatture per 900mila euro per inesistenti consulenze. Somme che, allo stato, non sono state ancora rintracciate. «Si ometterà – scrivono Cantarella e Valenti – la trattazione di altro, e forse più gravoso, tema d’indagine finalizzato ad appurare le ragioni per le quali una “cartiera” – la Ifil & consulting srl”, facente capo a Mario Del Mese, soggetto molto accreditato in Comune – abbia emesso 900mila euro di fatture per inesistenti “consulenze”, al fine di giustificare la consegna, da parte dell’appaltatrice Esa costruzioni generali spa, delle corrispondenti somme di denaro».
Ma, nonostante questo, la Procura si sofferma su Del Mese la cui ingerenza pare andasse oltre le mansioni di sua competenza, alla luce «dell’immanenza di tale personaggio negli appalti, anche al di fuori degli specifici compiti “consulenziali” di cui questi risulta essere solo formalmente assegnatario, sulla base degli accordi – simulati – in essere con la Esa costruzioni».
In particolare, secondo i pm, «Del Mese interviene anche in riunioni riguardanti le strategie da seguire nell’appalto relativo alla fornitura della pavimentazione per Piazza della Libertà. Trattandosi di gara ancora da espletare – osservano – non è dato comprendere a che titolo il Del Mese fosse intervenuto, essendo egli, perlomeno a livello formale, un mero “consulente” della Esa».
Ad avvalorare le perplessità della Procura sulla costante presenza di Del Mese anche laddove non fosse ritenuta necessaria o opportuna c’è anche un’email risalente al maggio del 2010 e trasmessa dall’architetto Marta Santoro all’ingegnere Paolo Baia, entrambi componenti dell’ufficio di direzione dei lavori di Piazza della Libertà: «In essa, viene sostenuto, tra l’altro che “i vassalli del sindaco stanno lavorando da mesi al progetto della piazza (vedi pietre già in cantiere) e lo hanno convinto che la nuova versione è una soluzione fantastica e unica”. La missiva – sostengono i pm – è chiaramente funzionale alla scelta della pavimentazione e dei rivestimenti da utilizzare per la Piazza, scelta relativamente alla quale la presenza di Del Mese è del tutto ingiustificata. Se così non è – chiosano – non si comprende la ragione per la quale la Santoro comunichi al suo interlocutore “Abbiamo fatto quindi la riunione con Cri (Lorenzo Criscuolo, ndr) e Mario Del Mese».

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