Iacp futura e assegnatari, «L’unica ancora di salvezza è il diritto di prelazione concessoci all’interno della procedura

La vexata quaestio a riguardo degli immobili Iacp Futura Srl ritorna nuovamente alla luce. Questa volta, però, è l’avvocato Luana Giammetta a dire la sua sui recenti risvolti nel mettere gli immobili all’asta, a causa della Banca nazionale dei lavoratori (Bnl) e poi dalla macchina giuridica. Lei, ha seguito in maniera certosina il dramma dei “proprietari”, rientra anche lei tra questi, e ha ottenuto come risultato per i suoi assistiti quello di porre all’asta gli immobili. L’avvocato spiega meglio il perché ciò è accaduto. Perché gli immobili sono stati messi all’asta? «Si tratta di uno scenario che era sostanzialmente prevedibile, le vendite sono state disposte per il prossimo 7 settembre e si concluderanno il 6 ottobre. Gli assegnatari degli immobili di edilizia agevolata hanno versato gran parte delle somme per poi essere truffati dalla società Iacp futura Srl, unico debitore, che non ha mai smistato tale denaro all’ente mutuatario, ossia la Banca nazionale del lavoro (Bnl), oggi creditore. L’unica ancora di salvezza è il diritto di prelazione concessoci all’interno di questa procedura dopo un estenuante battaglia perseguita con sforzi e lavoro e che ha creato un precedente giudiziario mai visto prima, essendo questa una delle sue primissime applicazioni in Italia. Risultato che per quanto se ne dica è unico nel suo genere, avere l’ultima parola ad una asta immobiliare non è poco. Bisognerà però, al fine di poterne beneficiare, depositare apposita documentazione comprovante i requisiti richiesti dal tribunale». Secondo lei, è stato raggiunto un buon risultato? «Mi dispiace che l’amministrazione comunale o chi per esso tenda a sminuire questo risultato che sicuramente rappresenta tanto rispetto al niente che, fino ad ora, abbiamo ottenuto dalla stessa. Non mi interessa avere la ragione dalla mia parte, questa non è una vittoria e rammento, a chi lo avesse dimenticato, che anche la mia abitazione è oggetto di questa procedura e credo che, per quanto banale e scontato sia ricordarlo, è evidente che mai avrei voluto riacquistare la mia casa per la le seconda volta, così come non lo avrebbero voluto i miei assistiti e chiunque altro si sia ritrovato in questo baratro dal quale al momento non c’è ritorno. La verità è che l’avviso di vendita è stato pubblicato e che qualsiasi azione verrà perseguita, una volta che si sarà proceduto alla vendita dei cespiti pignorati, niente e nessuno potrà restituirci le nostre abitazioni tanto meno i soldi già versati. Questo è l’unico dato certo che alcuni tendono a diversificare e a nascondere ancora una volta a danno solo delle famiglie coinvolte nella vicenda. Basta chiacchiere è stato perso tempo prezioso facendo i supereroi. Tempo che poteva essere utilizzato per un accordo serio e concreto con i creditori. Ma d’altronde si tratta delle nostre case e di nessun altro». Chi avrebbe potuto porre un freno alla Iacp Futura Srl? «Non possiamo sapere chi avrebbe potuto dare un freno alla Iacp Futura Srl, sicuramente poteva essere fatta una transazione con La Bnl prima dell’esecuzione, stiamo pagando il prezzo di anni di mala gestio e delle amministrazioni comunali che si sono succedute e dagli avvocati coinvolti e subentrati nella vicenda». Mettere gli immobili all’asta, secondo lei, è la soluzione al problema dei “proprietari”? «Oggi non possiamo più scegliere la soluzione, oggi siamo costretti a riacquistare all’asta, il che è ben diverso».