I virtuosismi del duo Naydenova-Rizzo

Scritto da , 25 Luglio 2019
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XII serata in Soul, Giovedì 25 luglio, nel Centro Storico di Minori, al Largo Solaio dei Pastai, per la XXII edizione dei Concerti d’Estate di Villa Guariglia in Tour

Di OLGA CHIEFFI

Nota internazionale per il cartellone dei Concerti d’Estate in tour, allestito dal C.t.A. di Salerno. Giovedì 25 luglio l’appuntamento ore 21 (Ingresso Libero), è nel centro storico di Minori, al Largo Solaio dei Pastai, con la violinista bulgara Kameliya Naydenova, in duo con il fisarmonicista Armando Rizzo, latori di un programma che spazia da Handel al Tango Nuevo di Piazzolla, fino ai virtuosismi tzigani di Monti e Brahms. La serata sarà inaugurata dalla rilettura di Joan Halvorsen della Passacaglia in Sol minore per violino e violoncello dalla Suite HWV432 di Georg Friedrich  Haendel. Quest’opera inizia come un semplice arrangiamento della suite di Händel, ma dopo l’esposizione del tema e le prime tre variazioni il lavoro di Halvorsen se ne distacca sempre più, fino a liberarsi completamente del modello e assumere uno stile inconfondibilmente originale. Il brano richiede notevole impegno agli esecutori, perché ai due strumenti è richiesto di riprodurre le sonorità di un quartetto d’archi, attraverso l’uso simultaneo di due o più corde. Passaggio in Argentina per un portrait di Carlos Gardel, El Morocho, rappresentante del Tango viejo, che ascolteremo, in  El dia que me queras ( Arrangiamento Agri-Rios) con una cavata particolare, un modo originale di sposare linee di canto e di accompagnamento, con grande ricchezza d’accenti e sonorità, in cui la forma della composizione trova la sua evidenza emotiva,  dall’aspetto propositivo, dinamico, ma colloquiale, con moderate sfumature latine, in cui la continua invenzione poetica e fantastica avranno la prevalenza. Quindi la celeberrima Por una Cabeza, del 1935, dedicato al mondo delle corse dei cavalli. L’incollatura, la cabeza in spagnolo, è nel gergo ippico una unità di misura e corrisponde alla testa di un cavallo, piccolo vantaggio che può determinare la vittoria o la sconfitta in una corsa, quindi, nella vita. Ed ecco il Tango Nuevo di Astor Piazzolla, rappresentato da LiberTango, Adios Nonino ed Oblivion. Piazzolla invece vi sembra descrivere la varietà delle emozioni umane, in un clima dall’ aria è costantemente densa e pregna di sensualità e la musica è attraversata dal più ampio spettro degli stati d’animo: da una calma dolce o piena di dolore alla violenza della passione. Dal tango da cafè si passerà ai “canti dell’osteria” di Vittorio Monti, con la Czárdás, scritta nel 1904, basata sulla danza popolare e genere musicale ungherese, suonata da tutte le orchestre gitane, tanto da sembrare più autentica di quelle autentiche, prima di passare al folklorismo ungherese con Johannes Brahms, con le sue celebri danze. Tra i compositori del XIX secolo, infatti, Brahms fu sicuramente il compositore che ha dimostrato di possedere maggior passione e spontaneità nel trattare questo tipo di musica. Il fascino che tale musica esercitava su Brahms si rileva non tanto dalla enorme quantità di pubblicazioni da lui acquistate, ma soprattutto da quel tocco magiaro che affiora sempre nei suoi lavori da camera estro e vivacità tzigana, che strapperà l’applauso del pubblico. La serata sarà chiusa dalla sonorità irlandesi di una Giga Kesh Jig, Irish Was, Morrison Jig che magicamente andrà a comporre un bel cerchio di amici della musica.

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