I sensi di Ricciardi

Scritto da , 17 Luglio 2019
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Alla scoperta dei luoghi dei colori, dei sapori, dei profumi e della musica del commissario in compagnia di Maurizio De Giovanni, Marco Zurzolo, Davide Costagliola, Marco Vecchio, Brunella Caputo e Sabrina Prisco, ospiti dei “Concerti d’Estate di Villa Guariglia”

 

Di OLGA CHIEFFI

 Evento speciale questa sera, alle ore 21, nell’area archeologica di Fratte, nell’ambito dei “Concerti d’Estate di Villa Guariglia”. Le arti saranno al servizio del commissario Ricciardi, per aiutarci a scoprirne i sensi. Con noi il creatore del personaggio  Luigi Alfredo Ricciardi, Maurizio De Giovanni, con il quale ripercorreremo l’intera saga ovvero dall’esordio “Il senso del dolore”, all’ultimo volume “Il Pianto dell’Alba”, ma in modo molto particolare. La caratteristica principale del commissario sta nella sua maniera peculiare di percepire il dolore: lui “sente” l’ultima emozione delle vittime per morte violenta, vedendo l’immagine del cadavere che ripete ossessivamente la parte di pensiero che la morte ha interrotto di colpo. La condizione di Ricciardi rappresenta in realtà la sua condanna alla solitudine, alla lontananza dai sentimenti e dalle emozioni che pure non può fare a meno di provare. Una contraddizione il motore che lo spinge all’indagine, alla ricerca e che lo rende così attraente per i lettori. Ricciardi ci conduce in un viaggio nella Napoli degli anni ’30: da Palazzo Reale, passando per il Teatro di San Carlo, in una passeggiata che si snoda tra via Chiaia, fino a Mergellina e i nascenti palazzi di una borghesia fascista, che ancora lasciano spazio alla povertà. È un viaggio nelle malinconie di chi dal porto parte, prendendo il mare e lasciando una città senza vie d’uscita, ma anche quelle di chi ha il coraggio di restare, volti di una città dolente che respinge e attira, dove partire e restare sono comunque un atto di assoluta resistenza. Percorrendo questa città, a volte dolente ed a volte proiettata verso il futuro, la vediamo, la osserviamo, la ascoltiamo. Attraverso lo sguardo, i sensi e i sentimenti del commissario Ricciardi, però, di Napoli ascolteremo anche i silenzi. I suoni di Napoli saranno evocati dal sassofonista Marco Zurzolo, in duo col bassista Davide Costagliola, i quali ci condurranno in un luogo senza tempo, dove umori, suoni, atmosfere cambiano costantemente, dove tutto si trasforma, una città magmatica che trasuda storia e tradizione, che trasmette emozioni, attraverso un respiro melodico, un incedere affabulatorio che a tratti produce effetti di straniante bellezza. A Brunella Caputo il compito invece di far rivivere la scrittura di Maurizio De Giovanni, che ispirerà anche la performance dell’artista Marco Vecchio. Marco ama la scena e con le sue tecniche pittoriche dà origine ad un gioco silenzioso che si instaura tra l’opera prodotta e il fruitore, sfidandolo a partecipare, chiamandolo al centro, accanto a lui. Il suo progetto spesso confida su copioni mentali. Lascia, pertanto, a chi osserva, il compito di ricreare, nella propria mente, i tasselli mancanti alle sue rappresentazioni. E, il fruitore, costretto a riparare la mancanza, vive un rapporto di assembramento, ma anche di compartecipazione e di compenetrazione con l’opera. Così, la superficie, si fa luogo della sperimentazione gestaltica, e la pennellata, tracciato da seguire, come un enigma da risolvere. Sabrina Prisco e la proposta dell’Osteria dei Canali, ci aiuterà a scoprire, invece i gusti del commissario Ricciardi, un cilentano inurbato nella capitale. Si partirà dalla sfogliatella consumata tra le architetture liberty del Caffè Gambrinus, a pranzo una pizza a portafoglio, mentre la cena gli viene quasi sempre preparata a casa, da Rosa prima e da Nelide negli ultimi volumi. Sulle sue tracce ci intrufoleremo nelle cucine di Rosa o di Lucia, la moglie di Maione, per godere degli odori del ragù della domenica o di quello alla genovese con la cipolla o per sentire il profumo dei fiori di arancio che emana la pastiera.

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