I segreti dell’armeria

Scritto da , 12 aprile 2016

 

Le esplosioni in palcoscenico ne’ “La Forza del Destino” sono firmate da Amodio Curci, sicurezza e tempismo

 

Di Olga Chieffi

Come fa ad esplodere il colpo la pistola di Don Alvaro, urtato da un cameriere che porta un candelabro, e ad uccidere il marchese di Calatrava? E la scena della battaglia, con i fucili che emanano fuoco e fumo?La direzione del nostro teatro si è affidata ad Amodio Curci, salernitano, esperto in effetti speciali da palcoscenico. E’ lui che dietro le quinte con due pistole segue gli attacchi di Daniel Oren e dei cantanti e nel III atto crea la scena della battaglia di Velletri, in cui cade Don Alvaro. Abbiamo incontrato Amodio dietro le quinte del massimo cittadino, con la sua attrezzatura, due pistole, i fucili, valigetta per l’elettronica: “ Il segreto del colpo che esplode la pistola di Don Alvaro è un raudo. Io sono piazzato quasi vicino al pubblico, per questo ieri si è sentito bene. Il segnale è Don Alvaro che abbassa la spada, un po’ di orecchio e la scena è fatta. Si sarebbe potuta armare anche la pistola, poi, con aiuti elettronici, farla esplodere al momento opportuno, ma il tenore la tiene in dosso e potrebbe accadere anche un incidente. Riguardo la scena della battaglia, i fucili che agiscono sono due, agli scoppi penso io da dietro le quinte”. Sarà in palcoscenico anche per la Tosca, per la scena della fucilazione? “Si – ha affermato Amodio Curci – ma lì le cose cambiano. I fucili sono preparati da me ma saranno le stesse comparse a sparare, visto che la scena è praticamente fissa, mentre qui ne’ La forza del destino, il palcoscenico è molto animato”.

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