«I rivoluzionari sono gli autentici»

Scritto da , 1 novembre 2017

Pina Ferro

 

«In un tempo in cui si vive d’apparenza i veri rivoluzionari, a mio avviso, sono quelli che hanno il coraggio di esprimersi liberamente». A sostenerlo è Giovanna Gerardi, salernitana, che ha raccolto l’invito di Pasquale Petrosino (suo fraterno amico) a collaborare al progetto “Il cantico degli esclusi”. «In un tempo in cui si vive d’apparenza i veri rivoluzionari, a mio avviso, sono quelli che hanno il coraggio di esprimersi liberamente». A sostenerlo è Giovanna Gerardi, salernitana, che ha raccolto l’invito di Pasquale Petrosino (suo fraterno amico) a collaborare al progetto “Il cantico degli esclusi”. «Il cantico degli esclusi è lo spazio di chi vuole vivere  liberamente la propria fede, non voglio stare a qui a spiegare i miei stati d’animo, preferisco viverli cercando di andare oltre, in fondo siamo semplici attori sul palcoscenico della vita. I personaggi che lasciano il segno sono quelli che, svincolati dalle convenzioni, mettono a nudo sentimenti autentici. – ha sottolineato Giovanna Gerardi – Pensiamo a quante volte una parola si è trasformata in un fendente. Rendiamoci conto quanta forza abbiamo concentrato in un sorriso offerto a chi giudica, e quanta ne è mancata a chi è scappato via a nascondersi da se stesso…». Giovanna Gerardi ha sottolineato che lo scopo dell’evento e solamente quello di aggregare i tanti fratelli che, aprendo il cuore, si sono visti chiudere le porte.«Dall’alba al tramonto, la vita scorre davanti ai nostri occhi, in un tempo che corre via veloce ogni istante va vissuto intensamente e non impaludato da giudizi e pregiudizi. Non pensiamo ad un semplice evento, si tratta di una piccola rivoluzione culturale, una rivoluzione gentile che mette all’apice la libertà individuale, null’altro. Guardandomi intorno , non vedo istrioni solo tanta gente che è stufa di farsi limitare da t a b ù  che, a l  g i o r n o  d ‘o g g i, s o n o semplicemente anacronistici. Non possiamo sperare e basta, le cose cambieranno solo se saremo in tanti a volerlo, solo se ognuno farà la sua parte. Sarà anche di moda fare gruppo intorno ad un ideologia per trovarsi facilmente d’accordo, ma allo stesso tempo è il modo più facile per chiudersi al mondo.Popoliamo le piazze, spezziamo quel silenzio ormai imperante, dialogare e non solo digitare. Tanto social, per niente sociali, migliaia di follower ma tante solitudini, così si sta perdendo il contatto umano. Ci Rifletto spesso immaginando di spegnere tutto e riaccendere la realtà, una realtà fatta di sogni, desideri, ambizioni e, soprattutto, animata dal confronto vero. Il 12 novembre sarà il giorno in cui saremo tutti fisicamente, idealmente siamo giá uniti. Con caparbietà e coraggio Pasquale ha aperto un sentiero, d’ora in poi ognuno sarà libero di mettersi in cammino sapendo che non sarà solo, sono già in tantissimi gli esclusi che vanno verso il signore».

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