I rifiuti a Sardone “autorizzati” da Canfora

Scritto da , 28 luglio 2018
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Brigida Vicinanza

L’ordinanza per smaltire i rifiuti a Sardone è stata firmata proprio dal presidente della Provincia di Salerno, Giuseppe Canfora. A dichiararlo è proprio quest’ultimo che dopo l’emergenza rifiuti è dovuto correre ai ripari: «Ho fatto io l’ordinanza, in quanto non è possibile tenere i rifiuti in strada in quasi tutti i comuni della Provincia, soprattutto dopo il blocco dello Stir di Battipaglia, ma anche del guasto al termovalorizzatore di Acerra – ha dichiarato Canfora – ci tengo a precisare che i rifiuti fanno parte di quelli già trattati ovvero il tritovagliato, ma questa situazione permarrà fino a quando non saranno ripristinate le tre linee del termovalorizzatore ad Acerra». In merito alla questione però anche il consigliere provinciale delegato all’ambiente, Vincenzo Servalli non le manda a dire: «Stiamo vivendo un momento di grandissima difficoltà, un’emergenza che non è più un’emergenza perché oramai è una costante difficoltà che i comuni vivono per la gestione della propria parte del ciclo dei rifiuti. La difficoltà è quella di conferire i rifiuti, per quanto riguarda i nostri comuni che portano il seccoindifferenziato all’interno dello Stir di Battipaglia e noi abbiamo ogni mattina il dubbio di che cosa riusciamo a scaricare e quanto riusciamo a scaricare – ha sottolineato Servalli – con i camion che ci tornano dietro, con costi enormi che hanno il rischio di essere trasferiti sulle bollette dei cittadini. E quindi non ha più senso parlare di emergenza perché rappresenta l’ordinarietà, un’emergenza è un fenomeno che si verifica per un periodo e poi si risolve, noi viviamo permanentemente in uno stato di emergenza ed è diventato molto difficile andare avanti. Il trasferimento a Salerno adesso è una scelta obbligata rispetto alla quale dobbiamo fare tutti quanti con spirito di solidarietà uno sforzo per affrontare questa situazione e credo che noi avremo un’estate difficile». Ma dal Comune di Giffoni Valle Piana, adesso vogliono vederci chiaro. Tra chi sostiene che i rifiuti fanno parte della categoria del “secco” e chi sostiene che siano rifiuti “organici”, adesso è caos e polemica. Infatti proprio ieri, un’interrogazione urgente a firma del gruppo di “Giffoni Democratica” che interrogano il primo cittadino “per avere riscontro o smentita urgente di quanto asserito nell’articolo succitato – riportato su queste colonne – e, nello specifico, per conoscere tutti i dettagli della vicenda che investe l’interesse pubblico dell’intera comunità di Giffoni Valle Piana”. Infine proprio i consiglieri chiedono al sindaco di “attivarsi affinché l’impianto venga immediatamente chiuso e reso indisponibile all’accoglimento dei rifiuti per salvaguardare la salute dei cittadini di Giffoni”.

Giuliano: «Giffoni è una città pulita»

Se da un lato i rifiuti continuano ad arrivare a Sardone, da circa tre giorni, dall’altro lato il primo cittadino del comune picentino Antonio Giuliano prova a difendere la “sua” città: «Non c’è alcun rifiuto per strada a Giffoni e tantomeno nei pressi della cittadella del Cinema dove si sta svolgendo il festival. Lo stesso rifiuto organico che c’è qui è quello prodotto in tutte le città, anche a Salerno la situazione è uguale – ha sottolineato Giuliano – ma la città è pulita, non vi è nemmeno una carta in strada». Ma il primo cittadino forse prova a “bypassare” il problema, “criticato” anche dal gruppo del comune di Giffoni che ieri gli hanno indirizzato un’interrogazione a risposta urgente. Il problema c’è e probabilmente forse non è stato centrato.

Tra infinite attese e caldo rovente: l’inferno degli autisti davanti allo Stir di Marcello D’Ambrosio

Sono le 8:00 del mattino allo Stir di Battipaglia. “Stabilimento di Tritovagliatura e Imballaggio Rifiuti Ecoambiente Salerno” come si legge sul cartello all’ingresso dell’area. Il viale che porta all’ingresso dell’impianto è occupato da una colonna di oltre trenta mezzi, fermi. Su alcuni di essi è possibile leggere i nomi dei comuni di provenienza: città di Castellabate, città di Scafati, Metellia Servizi (Cava de’Tirreni). Gli autisti non sono a bordo dei mezzi. Alcuni camminano nervosamente avanti e indietro sul viale, altri sono fermi seduti sulle scale in prossimità del casello d’ingresso. Il cielo è limpido, ci sono 26°, la temperatura è in costante aumento e con il caldo l’odore dei rifiuti diventa sempre più forte. Ogni tanto viene chiamato dall’addetto il nome di un comune. È il turno del rispettivo compattatore. Il mezzo si avvicina al gabbiotto, dove viene effettuato un controllo, la consegna del “formulario”, e poi, come ci spiega uno degli autisti, va a posizionarsi sulla bilancia. Una volta rilevato il peso con il carico a bordo si può procedere con il conferimento. Effettuato il quale viene rilevato di nuovo il peso dell’automezzo “scarico”. Dopo questi passaggi si può rientrare. Ci avviciniamo ad un gruppo di autisti. Due di loro ci dicono di essere rispettivamente di Pagani e di Minori. Inizialmente sono un po’ diffidenti, poi si lasciano andare. All’impianto di Battipaglia, a cui si arriva da nord attraverso l’uscita Eboli della Salerno – Reggio Calabria e poi proseguendo per la zona industriale, conferiscono “tutti i comuni della provincia di Salerno e anche qualcuno del napoletano”. “Io sono qui dalle 6:00 di stamattina. Ogni giorno è così. Lo scarico inizia alle 6:00. I tempi di attesa per il conferimento non si conoscono, sono un punto interrogativo”. L’autista del comune di Minori cede. E’ giovane, sotto i trent’anni. “Siamo stremati. Sono fermo qui da due giorni. Non sappiamo da cosa dipende il tempo di attesa. Motivi che non conosciamo, ci adeguiamo a quello che ci dicono. Al momento dell’arrivo veniamo inseriti nella lista d’attesa e poi aspettiamo che ci chiamino. I compattatori restano fermi all’aperto anche per 48 ore. Ogni giorno ci sono notizie di roghi. A Minori il comune si è attrezzato con una pressa per superare il problema dell’attesa. Quando l’attesa è molto lunga ricorriamo ad una pressa a compattazione a terra che quando veniamo a scaricare viene riempita. Funge da stoccaggio temporaneo. Ma è una soluzione che va bene per i piccoli comuni, nelle città più grandi ce ne vorrebbero dieci, quindici. Non è una soluzione praticabile nelle grandi realtà. Con questa soluzione però aumentano i costi per i comuni, per le ditte, per gli enti, per gli utenti. Sono soldi bruciati. E noi facciamo questa vita, dieci, dodici ore di attesa al giorno per due o tre giorni. Non è bello. Il tempo massimo di attesa prima di conferire è arrivato anche a quarantotto ore. Io sono un operaio part time, dovrei lavorare cinque ore al giorno. E invece… Però mi viene consentito di recuperare, con giorni di ferie. Sono anni che ci sono questi problemi. Nel periodo estivo la situazione peggiora drasticamente, sono pochi i mesi dell’anno nei quali si riesce a scaricare in tempi ragionevoli. Ma anche nei mesi invernali ci vogliono dalle quattro alle sei ore. Dipende anche dal giorno della settimana. Ripeto, non si può andare avanti così. Perché alla fine quelli che rischiano con la propria vita siamo noi. Facciamo un mestiere già rischioso, poi fare dieci o dodici ore al giorno non è sopportabile. Stare sempre a contatto con i rifiuti, le mosche, le zanzare, respirare quest’aria. Nei camion non si può stare. C’è un punto ristoro per gli autisti, ma c’è solo qualche distributore, non c’è nemmeno un’area attrezzata per riposarsi. Come vedi oggi ci sono oltre trenta automezzi, per la maggior parte autocompattatori. L’emergenza c’è e non credo che si risolva facilmente”.

La Gesco è una società in liquidazione da 10 anni: ma continua ad operare con il liquidatore Morriello

E’ la società Gesco che gestisce il sito di trasferenza di Sardone. Una società in liquidazione da circa 10 anni ma che continua ad operare tranquillamente. Una delle stranezze: perchè si mette in liquidazione ma poi si continua come nulla fosse. Il commissario liquidatore è Vincenzo Morrillo, avvocato di San Gregorio Magno, indicato da Cirielli quando la Provincia era in mano al centrodestra. Inoltre c’è da considerare che la Gesco è una società formata dai 4 Consorzi di bacino che praticamente non essistono più. L’ultumo, quello di Salerno affidato all’avvocato Corona, da qualche giorno ha passato la mano a Salerno pulita.Quindi è inspiegabile questo stato di cose: forse la magistratura dovrebbe metterci le mani per capirne di più.

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