I rapporti tra Sica e la veggente salernitana

Scritto da , 15 marzo 2017

di Pina Ferro

La sua voglia di ascesa in politica e le vicende personali tenevano con il fiato sospeso Ernesto Sica. Le paure e le incertezze gli creavano ansia al punto da voler conoscere cosa sarebbe accaduto nel breve tempo. Per questo motivo il sindaco di Pontecagnano si rivolgeva ad una sensitiva, di origini lucane, ma residente a Salerno. A questa, che in talune occasioni ha anche incontrato personalmente, chiedeva non solo consulenze ma anche preghiere. Era il 2015 quando il primo cittadino di Pontecagnano chiama la sensitiva per chiedere una preghiera per il fratello che deve acquistare una masseria. In una seconda telefonata la sensitiva dice di aver fatto la preghiera e di aver avuto una visione: la costruzione mattone dopo mattone e, alla fine ce la farà. Poi Sica chiede anche di una questione a cui tiene molto e che riguarda il comune di Battipaglia. A tal proposito la donna in qualche modi scoraggia il sindaco dicendo che Battipaglia è una questione difficile in quanto ci sono molte beghe. Nella conversazione non si fa alcun riferimento nello specifico alla natura dell’interesse di Sica su Battipaglia ma non è da escludere che dovrebbe trattarsi di immobili in quanto si fa riferimento ad abitazioni “mezze abusive”. La sensitiva spesso rafforzava le aspirazioni di Ernesto Sica con complimenti: hai la stoffa. Ed è sempre lei a dire a Sica che lo vede sindaco anche se non sa bene dove e che in qualche modo si augura a Salerno perché ha la stoffa. Spesso Ernesto Sica si è rivolto alla veggente e sensitiva salernitana. Già tempo addietro la passione di Sica per la veggenza e non solo venne fuori e divulgata dai media. Era il periodo delle elezioni regionali del 2010. Il sindaco di Pontecagnano sogna la candidatura a Governatore della Campania in quota Pdl , ma i tarocchi dicono che non è cosa: “Tu sei tagliato fuori”. E Caldoro? “Non va avanti neanche lui”. Sono i giorni del complotto della P3, documentato da un’inchiesta giudiziaria. La sua ansia si traduce nelle telefonate ad una maga: ci sono possibilità per me? Lei gli risponde sostanzialmente no. Nel finale della conversazione, la cartomante, estenuata, comunica al politico che le carte danno responso contrastante con quello affiorato più volte nei precedenti consulti. E chiede: “Che posso fare? Fartele fare da qualcun’altro? Non sarà che magari ne stiamo facendo troppo, che dici?“. Sica annuisce, ma fa altre domande sul suo futuro. La maga si arrende: “Devo essere sincera, non riesco a leggere bene queste carte. Non riesco a capirle”. “Vabbè, con calma…” – mormora il sindaco di Pontecagnano – “falle con calma stasera, poi domani mi mandi un messaggio”. Ernesto Sica si è rivolto alla veggente almeno fino al 2015.

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