I Pisano delocalizzano a Buccino, Parisi gioca la carta della variante al Puc

Scritto da , 21 marzo 2018
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di Brigida Vicinanza

Le Fonderie Pisano sono sempre più vicine a Buccino. Ieri la proprietà dell’opificio di Fratte ha presentato domanda di partecipazione al bando dell’Asi, in scadenza ieri, per ottenere un suolo utile alla delocalizzazione. Attendono, dunque, quasi l’ultimo minuto i Pisano per presentare la documentazione richiesta dal bando di concorso, dopo i tantissimi tentativi del passato per tenere in vita la produzione. Stando ad alcuni dati tecnici infatti il suolo che potrebbe “calzare” alla perfezione per il nuovo impianto si trova nell’area del Cratere che comprende Buccino-Roccapiemonte e Contursi Terme. Intanto pare che il sindaco del comune di Buccino, Nicola Parisi, ha proposto una variante al Puc senza contestualmente impugnare il bando Asi e dunque i Pisano potrebbero finalmente riuscire nella “missione” della delocalizzazione tanto attesa e che potrebbe salvare le sorti dell’azienda che oramai è ferma da troppo tempo. Sperano intanto i lavoratori, ancora con il fiato sospeso e che attendono qualche notizia positiva per poter riprendere almeno in parte la produzione, utile alla delocalizzazione e soprattutto a mantenere in vita cassa integrazione e dunque la possibilità di poter iniziare a produrre lontano da via dei Greci con buona serenità sia dei comitati a difesa della salute che per i lavoratori stessi, ma anche per la proprietà che non dovrebbe più ricevere “grattacapi”. «Dopo aver appurato che la proprietà ha presentato la documenta zione utile per partecipare al bando, iniziamo a ben sperare perché abbiamo la possibilità di intraprendere un percorso che porti a scongiurare i licenziamenti già annunciati dall’azienda – ha dichiarato Francesca D’Elia (Fiom) – nelle prossime ore intanto ci aspettiamo di poter definire con la proprietà una data di incontro in sede territoriale per avere ulteriori aggiornamenti». Non si escludono incontri dell’ultimo minuto tra sindacati, lavoratori e proprietà per poter decidere come procedere e soprattutto un Tavolo regionale per decifrare l’enigma della cassa-integrazione

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