I pentiti incastrano Attanasio: «Ecco i rapporti con i clan» «E’ un camorrista con il vestito addosso»

Scritto da , 19 Dicembre 2018
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di red.cro.

“Chillu scurnacchiat veramente adda ringrazia a tutt quant nuie ra malavita ca oggi sta accussì”. Giovanni Attanasio era una risorsa fondamentale per il clan Pecoraro-Renna. Stando alle dichiarazioni rilasciate dai collaboratori di giustizia Raffaele Di Pizzo e Sabino De Maio. L’uomo riciclava importanti somme di denaro per il clan, che lo avevano reso uno degli uomini più ricchi della Piana del Sele. Secondo i collaboratori di giustizia l’imprenditore aveva un’importante coperturae garantiva attestati di lavoro a personale con precedenti penali. Le dichiarazioni dei collaboratori sull’attività illecita di Giovanni Attanasio sono state prove schiaccianti nel corso dell’indagine che ha portato all’arresto di quest’ultimo. “Quel lavoro era una copertura” ha dichiarato Del Pizzo, che proprio tramite Attanasio realizzava l’affidamento in prova durante la fase esecutiva. Del Pizzo stava scontando una pena per fatti di droga, ma continuava a trafficare sostanze stupefacenti. Inoltre Giovanni Attanasio, stando alle dichiarazioni rese dal collaboratore, era diventato uno degli uomini più ricchi della piana del Sele. “Riciclava i soldi dei Pecoraro”. Il clan era composto da Sergio ed Enrico Bisogni, Francesco Mogavero, e Sabino De Maio. ” Il 70% dei dipendenti di Giovanni Attanasio è reclutato tra persone con precedenti penali. L’uomo è consapevole del favore che fa un favore ed in cambio li rende soci più che dipendenti. Attanasio per il gruppo camorristico rappresentava una risorsa perché era l’unico che si dichiarava disponibile ad assumerli” ha dichiarato invece Sabino De Maio. Per i due pentiti, Attanasio è «un camorrista con il vestito addosso, a disposizione del caln e dei suoi affiliati».

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