I miasmi dello Stir parla Cecilia Francese

Scritto da , 6 novembre 2018
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di Red. Cro.

Guerra della puzza atto III. Tocca a Cecilia Francese, sindaco di Battipaglia, prendere posizione dopo un primo botta e risposta a mezzo Facebook (video) intorno alla questione dei miasmi provenienti dal sito di compostaggio ebolitano che da tempo invadono intere aree delle rispettive città della Piana causando disagi enormi per chi vi risieda.
Ieri il primo cittadino di Battipaglia ha imbracciato la telecamera e le ha suonate di santa ragione al suo omologo ebolitano, all’indomani di un altro video da questi postato sui social il 2 novembre scorso con cui attaccava duramente Francese, colpevole di tenere atteggiamenti da «bulla» (testuale) alla presenza -peccato mortale!- dei consiglieri di opposizione ebolitani (Conte, Cardiello e Petrone) pittorescamente definiti «i» zerbini di chissà chi. Bene, Cecilia Francese, se non avesse usato l’orribile espressione «sindaca», avrebbe fatto filotto, ma tant’è, sappiamo bene che a furia di essere bombardati mediaticamente dallo scemenzaio politicamente corretto mutuato dalla cultura linguistica della sinistra cosiddetta (ma anche la destra non sta tanto bene su questo terreno) anche a chi non viene da quel mondo può scappare di allinearsi al mainstream ed usare autentici orrori come “sindaca”, “ministra”, etc. Per il resto il video di Francese è apparso assolutamente ragionevole e, soprattutto, comprensibile, a differenza di quello del suo collega di Eboli che un po’ faceva venire in mente il modo di parlare del celebre cuoco televisivo Cannavacciuolo, un po’ necessitava di un traduttore simultaneo per le ossessive ripetizioni di avverbi, aggettivi e sostantivi miscelati alla rinfusa. Sarà stato un (comprensibile) nervosismo. Il sindaco Francese invece ieri ha spiegato di non aver mai offeso il collega, definito «il Cariello furioso» per via dello scombiccherato discorso che la marea di consulenti, consiglieri comunali di maggioranza e centri “culturali” di contorno avrebbero ben potuto sconsigliargli. «Patetico e bugiardo» sono stati i passaggi più duri del discorso di Francese quando ha svelato i retroscena della brutta faccenda dell’impianto di compostaggio, evidentemente una struttura che presenta serie criticità dal momento che non ci si può inventare “puzze” che non esistono. Sorvoliamo sui dettagli facilmente reperibili in rete per chi volesse farsene un’idea e pure sulle proposte programmatiche sulle quali Francese alla fine ha invitato Cariello a convergere (ospedale unico Valle del Sele, Area vasta, Zes, piano rifiuti, etc.), sottolineando un punto che dice tutto: il «Cariello furioso» convinto di squarciare chissà quale velo, aveva accusato Francese di non essersi costituita parte civile nei procedimenti penali aperti sugli incendi dei mesi scorsi appiccati da anonimi (?) agli impianti battipagliesi. E qui c’è da tenersi forte: Francese -come ha anche lei stessa precisato- non poteva farlo perché non c’è alcun procedimento penale avviato, nel senso che siamo ancora alla fase delle indagini preliminari e, pertanto, non essendo istruito nessun processo non è possibile la costituzione di parte civile in quanto non solo mancano gli imputati ma mancherebbero addirittura gli indagati. Vero è che abbiamo ministri o sottosegretari come Toninelli, Di Maio, Castelli e, soprattutto, Bonafede che solo un incidente della storia può giustificare, ma non sta scritto da nessuna parte che i sindaci sul territorio debbano far di tutto per somigliar loro.

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