I cugini Ridosso tornano in galera

Scritto da , 16 ottobre 2018
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di Red. Cro.

Appello per il clan Loreto-Ridosso, la decisione riporterà di nuovo in carcere i cugini Ridosso e De Iulio. Una sentenza a sorpresa perchè la Procura generale della Corte di Cassazione aveva smontato la sentenza di secondo grado della Corte di Appello di Salerno, chiedendo l’annullamento della sentenza in Appello per carenti motivazioni dei giudici del Tribunale di Salerno. Invece a tarda ora arriva la conferma delle pene, lasciando l’amaro in bocca al nutrito pool di avvocati presenti. Gli imputati sono accusati di estorsione aggravate dal metodo mafioso tra Scafati e l’hinterland vesuviano. Coinvolto tutte le bocche di fuoco del clan Loreto-Ridosso e alcuni esponenti politici della zona stabiese. Un anno fa erano stati inflitti complessivamente 32 anni di carcere ai sette degli otto imputati comparsi dinanzi alla Corte di Appello di Salerno. La sentenza aveva confermato l’assoluzione per Giuseppe Morello e rideterminato alcune condanne. Alfonso Morello, ritenuto il cassiere del clan, era stato condannato a 6 anni (in primo grado gli erano stati inflitti 7 anni e mezzo), con l’assoluzione dall’accusa di associazione camorristica. Cinque anni e due mesi di reclusione, invece, per Luigi Ridosso (in primo grado 6 anni e 10 mesi). Tre anni, sette mesi e 10 giorni per Romolo Ridosso, padre di Gennaro che in primo grado era stato condannato a 4 anni e 10 mesi. Cinque anni e quattro mesi per Gennaro Ridosso, in primo grado era stato condannato a 8 anni e 10 mesi. Conferma a 3 anni anche per Massimiliano De Iulo, ex consigliere comunale di Castellammare di Stabia. Era stato condannato in primo grado a 6 anni anche il pentito Alfonso Loreto, mentre tre anni di pena erano stati inflitti per Carmine Di Vuolo. Gli imputati sono accusati a vario titolo di associazione a delinquere, che il giudice di primo grado ha però confermato solo dal 2007 al 2008 escludendola per i cinque anni precedenti, al coinvolgimento in episodi di usura ed estorsione. Il clan scafatese Ridosso-Loreto, secondo l’accusa avrebbe un ruolo di predominio nell’area scafatese al punto da stringere alleanze di rilievo con i sodalizi criminali dell’area stabiese e vesuviana. Per quanto riguarda l’ex consigliere comunale De Iulio, secondo la Procura salernitana, avrebbe estorto una somma di denaro a un imprenditore, tra il 2009 e il 2010, facendo forza sul nome dei Loreto-Ridosso. I fatti contestati sarebbero avvenuti prima delle elezioni del marzo 2010, quando il politico è stato eletto per la prima volta . L’ex amministratore è accusato di estorsione aggravata. Per lui come detto si aprono le porte del carcere.

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