«I 5 Stelle?Non si può curare il cancro con l’aspirina scaduta»

Scritto da , 3 febbraio 2018
image_pdfimage_print

Adriano Rescigno

«Siamo all’ultima chiamata. Bisogna votare e votare bene. Sono fiducioso. 5stelle? Non si può curare il cancro con l’aspirina scaduta». Sono le parole di Antonio Ian- none, ex presidente della provincia candidato al Senato della Repubblica, esponente di spicco di Fratelli d’Italia.

Su cosa verte la sua proposta elettorale?
«Sull’applicare a mo’ di vangelo i 15 punti concordati dal partito su scala nazionale: piano di sostegno per le famiglie e la natalità; prima l’Italia e gli italiani quindi sicurezza, contrasto all’immigrazione incontrollata e no allo ius soli, tu- tela dell’identità nazionale, no islamizzazione, meno tasse e burocrazia. Istituzioni efficienti, difesa del made in Italy, rilancio del meridione, politiche sociali e tutela della salute. I giovani ed il loro futuro, sostegno a chi crea occupazione e banche al servizio della famiglia e delle imprese, cultura e bellezza, lotta alla povertà; tutela dell’ambiente»

Convinca un elettore indeciso.

«Il Pd chi ha condotto al disastro più totale dal calcio all’economia. E’ un cancro che sicuramente non potrà essere curato con l’aspirina scaduta dei 5stelle incapaci anche di comprare un albero di Natale dignitoso. O vince il centro destra o non c’è maggioranza. Nemmeno con un inciucio. Noi siamo l’unica compagine di centro destra che non ha mai inciuciato con la sinistra, nemmeno per la pessima legge elettorale che ci ritroviamo».

Cosa augura ad Alberico Gambino?

«In bocca al lupo di rito, ma sono scettico che il suo schieramento riesca ad arrivare al 3%»
Cirielli nell’Agro ha già vinto o ha qualcosa da temere?

«Cirielli è il miglior racconto della politica locale e vanta, rispetto a tanti, un curriculum politico di statura nazionale. E’ l’unico del centro-destra che ha vinto sempre contro la sinistra negli ultimi 25 anni».

Su chi Iannone vorrebbe stravincere?

«Sull’incoerenza della politica. Sui personalismi, su tutti coloro che sono candidati per il culto del proprio ego».

Cosa ha più a cuore cambiare?

«La provincia e la regione hanno potenzialità enormi ed oltre alla classe politica dirigente è necessario cambiare la mentalità. Noi campani abbiamo il grave limite di non saper fare sistema tra di noi quando poi calati in altri contesti siamo geniali e sempre i migliori. Il rilancio del Mezzogiorno è la priorità delle priorità in quanto per fatti storici abbiamo avuto sempre meno degli altri. Possiamo passare anche ad un sistema federale solo se messi a livello con gli altri e se otterremo tutto quello che non abbiamo avuto».

Consiglia

Cronaca

Attualità

Spettacolo e Cultura

--sidebar-wrapper-->