Hotel alle Poste, le “condizioni” della Provincia di Salerno

Scritto da , 5 dicembre 2012
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La scritta traslochi sul camioncino all’ingresso (via Lungomare) delle Poste c’era. Segno che, seppur a rilento, gli uffici postali, almeno quelli dei piani alti, si stanno svuotando. Destinazione Cpo di via Paradiso di Pastena, non senza però le contestazioni mosse dai sindacati. Per gli sportelli, invece, il destino è ancora incerto. Soprattutto non si saprà se Salerno centro avrà ancora un ufficio dedicato agli utenti.
Ma sul futuro dell’edificio è ancora tutto da vedere. Certo, la Rainone Real Estate (della famiglia Rainone, appunto, gli stessi che stanno realizzando il Crescent) vorrebbero trasformarlo in hotel, d’extralusso s’intende, tant’è che avrebbero presentato una osservazione alla variante al Puc (respinta dalla giunta) per riclassificare lo standard attualmente esistente. Per intenderci, il Palazzone giallo rientra negli standard di interesse comune, quindi sic et stantibus l’albergo (privato) non potrebbe essere realizzato. Salvo modifiche, naturalmente. Che, allo stato, secondo le controdeduzioni contenute nella delibera di giunta che analizza le osservazioni, sono rimandante alla Provincia di Salerno.
Si legge, infatti: «La richiesta (di nuova classificazione, ndr) riguarda altra procedura delineata dall’articolo 49 comma 3 delle vigenti Nta, norma di recente modificata a seguito di altra procedura, oggetto di “condizione” dettata dalla Provincia di Salerno». A quanto pare il tutto riguarderebbe la monetizzazione per modificare lo standard. Insomma quanto occorrerà sborsare per poter trasformare l’edificio da interesse pubblico ad attività produttiva. Ma non si esclude che in tutta questa vicenda c’entri qualcosa il recente Ptcp approvato dalla Provincia di Salerno. Sta di fatto che, per ora, seppur tra le sue competenze specifiche, il Comune attende decisioni da parte di Palazzo Sant’Agostino prima di intervenire.
Certo è che, tra Comune e Provincia di Salerno, ad intervenire dovrebbe essere soprattutto la Soprintendenza. Il palazzo delle Poste ha il suo pregio, in più anche rispetto al vicino Palazzo Santoro (per il quale il Soprintendente è indagato per falsa dichiarazione in atto pubblico). E se per il Palazzo Santoro c’è stato l’intervento della Soprintendenza, di conseguenza occorrerà anche per le Poste, costruito nell’epoca fascista. Tra l’altro il problema potrebbe essere non tanto esterno (che quasi certamente sarà mantenuto così come è) quanto interno. Fondamentalmente dovrà pur accogliere stanze e tutto il necessario per trasformarlo in un albergo con tutti i confort, parcheggi compresi.
Sicuramente, il progetto dovrà passare, chiarito l’iter amministrativo, nelle mani del Soprintendente Miccio. E qui davvero si giocherà la partita più importante.

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