Hommage à Francesco Florio

Scritto da , 13 marzo 2017

Bagno di folla al Teatro Augusteo per tutti i protagonisti della giornata celebrativa del Centenario della nascita del papà di tutti i maestri di sassofono

 Di GIULIA IANNONE

Evento musicale al teatro Augusteo di Salerno il 6 marzo per le celebrazioni del centenario della nascita di Francesco Florio, istitutore della prima cattedra di sassofono qui a Salerno. Un romanzo duro ed esemplare la sua vita, dai tempi del “Serraglio”, quello precedente la riforma del sindaco Alfonso Menna, l’intenso e severissimo studio, la lotta per un posto nelle formazioni militari, la seconda guerra mondiale sul terribile fronte africano, la medaglia di bronzo al valor militare, la prigionia nazista, la liberazione, la povertà del primo dopoguerra, la rischiosa e caparbia battaglia per affermare il suo meraviglioso e ancora misterioso strumento, finalmente la scuola e infinite soddisfazioni da parte del figlio Antonio e dei suoi numerosi e grati allievi. Salerno ha voluto abbracciare Antonio Florio e il mondo italiano del sassofono che si è ritrovato sul palcoscenico di un Augusteo affollatissimo, in una serata, condotta elegantemente da Concita De Luca, promossa dal Conservatorio, dall’amministrazione comunale, che ha concesso il teatro, e che ha visto l’impeccabile organizzazione del CTA di Gianluca Mastrovito e dello staff dei Concerti d’Estate di Villa Guariglia di Antonia Willburger e il contributo dell’Ance Aies, presieduto da Vincenzo Russo e di Etè Salerno di Carmine Del Regno. Tante le personalità, a cominciare dal consigliere regionale Enzo Maraio, dalla procura cittadina rappresentata dal P.M. Luca Masini, appassionato di musica e anche organizzatore di concerti, a fianco del conservatorio, Luigi Pizza, in rappresentanza dell’Ance Aies, defilato, invece, inaspettatamente il Martucci, con alcun membro del direttivo sia artistico che amministrativo, ma con tanti maestri veri in sala, quali il M° Domenico Giordano, membro del consiglio accademico e sostenitore della splendida iniziativa e il past president della massima istituzione musicale salernitana FrancoMassimo Lanocita, con il quale si è pensato alle celebrazioni e all’intitolazione di un’aula nel restaurato istituto. La serata è stata un susseguirsi di emozioni, a cominciare dall’incredibile solo registrato del M° Francesco Florio, che ha lasciato annichiliti tutti i docenti di sassofono dei vari conservatori d’Italia, che si sono riuniti in ensemble, schierando Francesco Salime al Sax Sopranino, Domenico Di Biase, Vito Soranno, al Sax Soprano, Lauro De Gennaro, Luigi Grisolia, Fabio Sammarco, Sax Alto, Nicola Cassese, Giuseppe Fiumara, Nunzio Locantore Sax Tenore, Antonello Carrafelli, Giovanni D’Ambrosio Sax Baritono, Paolo Rigliari Sax Basso, per eseguire l’interessante brano di Paolo Carlomè, da lui stesso concertato e diretto, “The Wolves Breath”, andando a comporre una ricca e complessa pagina, dai colori cangianti, al meraviglioso intervento del quartetto della Banda Musicale dell’Aeronautica Militare, splendidi interpreti del Petit Quatuor pour Saxophones di Jean Françaix. Un omaggio al sassofono classico e alla scuola di fiati salernitana dell’Orfanotrofio Umberto I, con tanti musicisti formatisi tra quelle mura, in platea, tra cui la presenza e la commossa testimonianza di Battista Cioffi, prima cornista poi sassofonista allievo prediletto dell’umanissimo maestro di vita e amico Francesco Florio, lo stesso M° Domenico Giordano, il quale avrà riconosciuto in foto il suo maestro Domenico Faliero ancora studente, e ancora, il clarinettista Alberto Moscariello, i trombonisti Giuseppe Carabella e Ruggiero Pastore, Tonino Fiorillo, Angelo Di Napoli, Pierino Liguori, Franco Dutti, Antonio Gregorio, Vincenzo Abate, Gerardo Marotta, Vito Mercurio, l’Avvocato Giuliana Scarpetta, figlia di Umberto, amato Presidente dell’Umberto I, Antonio Mennella, Vincenzo e Gaetano Sica, Angela Luisa De Stefano, figlia del tubista Filippo, con la madre Maddalena. Un omaggio, la serata anche al Serraglio, ben lontano da quelle tristi reunion in un Verdi semivuoto, promosse da un’associazione che, facendosi forte di quella storia, non fa altro che continuare a infangare, anno dopo anno, i luoghi e la tradizione musicale cittadini, permettendo ad orchestrine da men che becero avan-spettacolo, di produrre la plancia per il giro delle feste di piazza estive, a fianco delle miserrime squadrette bandistiche, sulle tavole del glorioso massimo cittadino. Tanti ospiti illustri del sassofono internazionale al teatro Augusteo, a cominciare da Mario Marzi, protagonista di un intenso solo al soprano, unitamente al sax alto di Sebastiano Ventriglia, due pagine, Etude for Franca di Mulligan e Tango Club, di Molinelli, dall’anima RioPlatense. Il figlio di Francesco Florio, Antonio “Tonino” Florio, si è presentato al pubblico salernitano in doppia veste di conductor e solista della Big Band Swingtime, che ha schierato ai sassofoni Giuseppe Plaitano(Alto e cl.) Francesco Florio(Alto)Maurizio Saccone(Ten.) Umberto Aucone (Ten.) Nicola Rando (Bar.), alla tromba Gianfranco Campagnoli, Mauro Seraponte, Nicola Coppola, Antonio Baldino, al trombone Alessandro Tedesco Raffaele Carotenuto   Umberto Vassallo, al piano Antonio Perna, al double bass Antonello Buonocore e alla batteria Domenico De Marco. Anima napoletana e qualche elemento salernitano, tra cui la prima tromba Antonio Baldino, i due sax alti, Giuseppe Plaitano, anche al clarinetto, e Francesco Florio, quest’ultimo in serata di grazia, che ha riproposto il solo di un cavallo di battaglia del nonno, caposezione della front-line della band di Luigi Francavilla, nella Salerno del Primo dopoguerra, Harlem Nocturne, e ancora, Umberto Vassallo, terzo trombone, ex “serragliuolo”. Formazione classica, che ha impeccabilmente eseguito partiture e soli originali, con solisti in grande spolvero, per un repertorio attraverso cui si è potuto ricostruire anche l’avvento del jazz in città. Finissima la scelta del direttore artistico Olga Chieffi, che conosce un po’ tutti i linguaggi della musica, la quale ha commissionato all’ orchestra l’ouverture e le tre danze dalla Nutcracker Suite di Ellington-Strayhorn-Tciaikovsky, latrice di quell’effetto Ellington che trasforma le ance in veri e propri archi, canone ideale del suono del sassofono e di una band che deve essere composta necessariamente di musicisti completi, in tutte le sue sezioni. Applausi per tutti e saluti sul più energico e ballabile dei pezzi per Big Band Sing, Sing, Sing! Echi africani sugli hot malletts dei tamburi di uno scatenato Domenico De Marco. Momento conviviale post-concerto per festeggiare anche il LXX compleanno di Antonio Florio: centosettanta anni di grande Musica.

Consiglia