Grimaudo ai Giovanissimi Regionali: “Che gioia”

Scritto da , 18 agosto 2013

“Di solito i regali si fanno a Natale o a Pasqua, a me lo hanno fatto a Ferragosto”. Con queste parole Claudio Grimaudo festeggia l’ufficializzazione dell’affiliazione della sua, omonima, scuola calcio con la Salernitana e l’altrettanto importante incarico di allenatore del gruppo Giovanissimi Regionali: “Per me che ho vissuto i momenti migliori e più intensi della mia carriera a Salerno dove ho scelto anche di abitare non può che essere motivo d’orgoglio. Voglio ringraziare il responsabile del settore giovanile Antonio Ruggiero per avermi dato questa opportunità e naturalmente anche il presidente Lotito che ha dato il suo benestare. Con l’entourage granata c’è stata subito intesa ed è stato facile arrivare ad un accordo preliminare al classico nero su bianco. Vivrò quest’avventura con passione ed impegno, lavorando sulla formazione atletica e morale dei miei atleti. Il fatto di poter portare il marchio Salernitana anche sulle divise dei miei bambini costituisce la ciliegina sulla torta, tutti sono tifosi del cavalluccio e vivere da vicino questa sinergia con la squadra del cuore è un incentivo di lusso. Spero sia solo l’inizio di una proficua e duratura collaborazione”. Dai polverosi campi di Seconda Categoria ad un’altra intrigante avventura: “Ringrazio il presidente Cibelli -prosegue Grimaudo- e tutto lo staff della Simone Fierro per quel che mi ha dato lo scorso anno. Affrontare tornei del genere non è mai facile e la vittoria più grande è stata quella di ricevere attestati di stima e stringere amicizia in un contesto sano ed amichevole con tutti gli avversari. E’ stato un buon cammino anche dal punto di vista sportivo, ho cercato di trasmettere ai miei ragazzi tutti i valori che nella mia carriera da calciatore ho introiettato, a partire dal rispetto per l’arbitro, i compagni e coloro che ti trovi di fronte. Da queste basi inizierò il mio lavoro alla Salernitana, sicuro che alla fine i sacrifici vengono sempre ripagati”. E chissà se da questo gruppo non verrà scovato il “cavallo pazzo” del III millennio.
Davide Maddaluno

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