Greco, Cesaro e il boss delle cerimonie

Scritto da , 6 Gennaio 2019
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di Redazione Cronache

Non solo politici nella rete di adolfo Greco, ex cutoliano e accusato di essere il “mediatore” tra i clan locali e le vittime. Di questo giro di imprenditori, ingegneri e costruttori faceva parte anche il celebre antonio Polese, il “Boss delle Cerimonie” dell’omonimo programma televisivo sui matrimoni in stile neomeolodico al Grand Hotel la sonrisa di Sant’Antonio Abate, scomparso un paio di anni fa, che insieme a Greco fu uno dei prestanome del boss della nco di Raffaele Cutolo nell’acquisto del Castello Mediceo di ottaviano. Lo rivela in una inchiesta Vincenzo Iurillo sul Fatto. Oltre a Polese, c’era anche l’ingegnere Antonio Elefante, un tecnico di grande prestigio in costiera sorrentina, specializzato nella progettazione degli “housing sociali“. Una informativa di polizia elenca i nomi del ‘comitato d’affari’: Greco, Polese, elefante e l’imprenditore edile di sant’agnello Giuseppe Passarelli, al quale Polgre srl dovrebbe cedere in permuta il complesso ex Cirio, che dovrebbe appaltare la costruzione. Il 27 dicembre 2014 Greco, Polese, Passarelli ed elefante si riuniscono nella sede della Cil, l’impresa di Greco, per discutere il da farsi otto mesi dopo il rilascio della licenza subordinata al pagamento degli oneri di urbanizzazione. elefante, progettista di Greco ed amico di Polese col quale amava farti ritrarre in foto postate sui social – ne è stato tecnico di parte nel processo per le accuse dilottizzazione abusiva dietro la realizzazione della sonrisa – viene definito dagli inquirenti “indiscusso protagonista di primo piano delle vicende su cui si indaga”. nella Cil vengono ascoltati dalle cimici messe dalla Procura. la qualità dell’ambientale non è buona, si sente però chiaramente un riferimento all’architetto Quintavalle e all’architetto Biondi. emergono problemi intorno all’affare, successivi incontri di elefante metteranno in luce i dubbi di Passarelli, che infatti nel tempo si sfilerà dall’operazione. Particolarmente tentacolare la rete costruita intorno agli ex presidenti della Provincia di napoli luigi Cesaro ed antonio Pentangelo (attualmente parlamentari di Forza Italia), da parte di Greco che sarebbe stata funzionale anche agli interessi di un ‘comitato d’affari’ di cui lo stesso Greco era il capofila. Un piccolo gruppo di professionisti che mirava a trarre profitto dalla realizzazione di un grande intervento finanziario immobiliare per la riqualificazione dell’ex area Cirio di Castellammare di stabia – di proprietà del gruppo Greco – e la sua riconversione in centro residenziale con circa 330 appartamenti, di cui circa 110 per housing sociale. Una parte dedicata ai tentacoli di Greco, nel campo della politica e nel campo dell’edilizia. Che tira in ballo l’amministrazione comunale di Castellammare di stabia e l’amministrazione provinciale di napoli, che ha numerose competenze e compiti di controllo sull’urbanistica locale, retta all’epoca in cui avanzava il “progetto ex Cirio” dal deputato di Forza Italia luigi Cesaro e dal suo vice antonio Pentangelo che nel 2013 fu candidato sindaco a Castellammare del centrodestra e poi – secondo la ricostruzione della Mobile e del commissariato di Polizia – avrebbe fatto da anello di congiunzione tra Greco e Cesaro. nelle carte è possibile leggere alcune intercettazioni di sms e telefonate tra elefante, progettista della riqualificazione dell’ex area Cirio, e Maurizio Biondi, l’architetto che ha rilasciato il permesso a costruire in favore dell’impresa, la Polgre europa 2000 srl, dove Polgre è l’acronimo dei cognomi di Polese e Greco – scrive Iurillo, gli imprenditori di riferimento dell’operazione e titolari della società promotrice del progetto. le intercettazioni risalgono al 2015. Biondi rilascerà il permesso a costruire nell’aprile 2016 in qualità di commissario ad acta, intervenuto su istanza della Polgre “visto il perdurante inadempimento” dell’Utc di Castellammare. Fu nominato il 7 agosto 2014 con decreto del presidente della Provincia di napoli, ruolo in quel momento ricoperto ‘ad interim’ dal vice Pentangelo, perché Cesaro nel 2013 era diventato ‘incompatibile’ per il suo ruolo di parlamentare.

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