Governale: «In Campania assistiamo a un ricambio generazionale della mafia»

Scritto da , 12 Dicembre 2018
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di Erika Noschese

«Assistiamo ad un ricambio generazionale delle mafie, in Sicilia, in Calabria e in Campania». A parlare così il direttore della divisione investigativa antimafia, Generale di Divisione dei Carabinieri, Giuseppe Governale intervenuto ieri a Salerno nel corso di un incontro con gli studenti tenutosi presso il Convitto Nazionale Tasso, introdotto dalla dottoressa Ketty Volpe, esperta Miur e referente della Consulta Provinciale degli Studenti di Salerno. “La mafia teme più la Scuola o la Giustizia” il tema centrale analizzato, nel dettaglio, dal direttore della Dia che ha incontrati anche la consulta studentesca provinciale. «La scuola ha il compito di rigenerare la società, sviluppando il senso di legalità», ha dichiarato infatti il presidente della consulta studentesca, Maria Carlotta Portofrano. «La legalità è un insieme di regole, scritte e non scritte: si chiamano così perché regolano l’andamento quieto di una società dall’osservanza delle regole più semplici quali il rispetto, il senso di cittadinanza che sono alla base di un approccio che poi consente di sconfiggere o quanto meno attenuare le conseguenze perverse di criminalità organizzata», ha dichiarato Governale, secondo cui ad oggi si evidenzia un grosso fenomeno, particolarmente rilevante: l’incidenza delle nuove leve che permette, di fatto, un ricambio generazionale delle mafie anche in Campania «e lo dicono le operazioni di servizio e alcuni segnali che noi ritroviamo dai fatti che si verificano sul territorio», ha spiegato infatti il direttore della Dia. Importante, dunque, la presenza dello Stato che non può però corrispondere esclusivamente «all’azione delle forze di polizia e della magistratura: lo Stato è un’organizzazione complessa che ha numerosi elementi che bisogna dispiegare in maniera sistemica sul territorio per ottenere i risultati che noi vogliamo – ha poi aggiunto Giuseppe Governale – Le organizzazioni criminali mafiose non sono semplici, altrimenti le avremmo sconfitte, si nutrono del territorio, hanno un sentiment che è anche apprezzato da micro culture che generano, crescono nella società, soprattutto meridionale». Mafia, camorra, ndrangheta ancora oggi continuano ad essere una presenza particolarmente rilevante sul territorio. «Sono organizzazioni criminali che si espandono, le ritroviamo anche part i c o l a r m e n t e penetranti in territori oltralpe dove le sensibilità sul fenomeno sono quelle che sono purtroppo e quindi riescono a integrarsi», ha infatti aggiunto il direttore generale della Dia. Nel corso del suo lungo intervento, Governale ha tracciato un excursus storico, ricordando il ministro Mario Scelba, il presbitero nonchè politico Luigi Sturzo, citando tra gli altri anche il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa. Tanti gli studenti presenti che hanno seguito attentamente l’incontro in questione.

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