Gli studenti invadono la città: <>

Scritto da , 13 ottobre 2018
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Salubrità dei luoghi di formazione e accessibilità degli stessi. Questi ed altri motivi hanno spinto migliaia di giovani e meno giovani per le strade. Ieri mattina alle 9,30 un grande corteo ha riempito le strade del corso Vittorio Emanuele, laddove in migliaia tra liceali ed universitari hanno espresso il proprio dissenso sulla situazione in cui versano gli istituti scolastici. «Sono tanti i motivi che ci hanno spinto a programmare questo corteo. Quella di ieri è stata una manifestazione incentrata sui soggetti informazione. Non solo degli studenti e delle studentesse. Ma anche dei giovani che vanno all’università e di chiunque ancora riesca a sentirsi soggetto informazione». Mario Novelli si è intrattenuto con gli organi di stampa a lungo durante il corteo. Tra decreti scuola e daspo il rappresentante degli studenti dell’istituto scientifico Severi ha sollevato diverse perplessità: «Vor
remmo iniziare col discutere argomenti di ampio respiro. Ci vogliamo anzitutto opporre allo scempio che sta avvenendo nel nostro paese. Questo clima di odio, di repressione e di razzismo, che vogliono diffondere anche attraverso i luoghi d’informazione. Abbiamo visto come questo governo si sia espresso sull’istruzione pochissime volte. Quando l’ha fatto ha detto di voler approvare questo decreto scuole sicure, per dare i daspo agli studenti e noi ci opponiamo fermamente a tutto ciò». La questione si sposta inevitabilmente sui fondi, necessari per ripristinare le diverse strutture che versano in condizioni critiche. «Vediamo che non ci sono fondi per le infrastrutture, non ci sono soldi per il diritto allo studio. Viviamo in un paese dove oggi la cultura è un lusso. Non è facile permettersi di studiare. L’accessibilità allo studio è un grave problema, tanto negli istituti quanto nelle università. Noi vogliamo che questa scuola rispetti la costituzione, sia pubblica e sia gratuita. Non vogliamo slogan da parte del governo. Il decreto scuole sicure nelle nostre scuole, nella nostra Salerno, sicuramente non passerà, non entrerà. Non lo accettiamo. Inoltre ci dobbiamo garantire la salubrità dei luoghi della formazione». Il rappresentante tira in ballo la regione: «Quest’estate sono arrivati 200 milioni alla regione Campania. 50 di questi nella provincia di Salerno. Eppure ci sono finestre che crollano in tutto il salernitano». Lo stesso Severi, sottolinea Novelli,ha denunciato la Provincia. «Non possiamo accettare questo. Vogliamo sentirci sicuri all’interno delle nostre scuole. E la tutela non è quella di cui parlano questi governi con i loro slogan. Vogliamo che ci rispondano sui contenuti. Nelle scuole continuano a propinarci la stesse cose di prima. La stessa roba degli scorsi governi. Continuano a dirci di essere flessibili e precari. Pretendiamo una didattica differente»

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