Gli intrecci tra Banca e politica: il caso Bcc Fisciano

Scritto da , 22 febbraio 2017

Alla stretta finale un’inchiesta della Guardia di Finanza sull’intreccio tra politica e la Bcc di Fisciano che pochi giorni fa è stata assorbita dalla Bcc di Monte Pruno. Sullo sfondo ma non tanto la gestione della società Irno-Picentini, le assunzioni effettuate da quest’ultime per figli di politici e amministratori presso la Bcc di Scafati. Agli atti delle Fiamme gialle anche una lettera di un dipendente inviata a tutti i soci proprio pochi giorni prima del passaggio dell’istituto di credito di Fisciano. Nelle settimane scorse alla caserma dei finanzieri sono stati effettuati anche una serie di interrogatori tra persone informate sui fatti e denuncianti: giusto per avere un ulteriore riscontro alle indagini partite due anni fa. Perché l’utilizzo della società come schermo per operazioni politiche-economiche non è passato inosservato dopo l’uscita dalla stessa del Comune di San Severino. Agli atti c’è anche la relazione degli ispettori della Banca d’Italia, avvenuta nel 2016, che parlerebbe di un buco economico su cui si sta indagando. Relazione che avrebbe imposto restrizioni operative e creditizie, decine di migliaia di euro di multe al consiglio d’amministrazione e l’obbligo di assorbimento, poi verificatosi nei giorni scorsi con la più virtuosa Bcc di Montepruno. Le strade della Irno-Picentino e la Bcc di Fisciano saranno inesorabilmente costrette ad intrecciarsi. Sulla gestione della banca sono sotto osservazione una serie di iniziative. Come l’apertura di filiali in luoghi economicamente irrilevanti e territorialmente vicini, come quella di Bracigliano che a 3 anni dall’apertura prodrrebbe solo perdite e quella di Baronissi che ha giovato solo chi ha ristrutturato i locali, essendo a 3 km esatti dalla sede di Lancusi e gestendo lo stesso bacino di clienti. La concessione di prestiti di valore considerevole a persone che poi non sono state in grado di restituirli, generando così perdite per l’istituto. Altro punto dolente sarebbe il raddoppio del personale dal 2013 al 2016, con un aggravio di spese di circa 800mila euro. Proprio questo punto, come detto, avrebbe acceso ulteriormente i riflettori degli investigatori. Infine anche i presunti bonus o assegni ad personam come vengono definiti, a volte anche con cifre che sfiorano i 200mila euro, assegnato a personale amministrativo. Sul tavolo degli investigatori anche una vicenda giudiziaria legata ad un noto personaggio della valle dell’Irno dove sono sotto processo funzionari e dirigenti. Insomma una bomba ad orologeria che potrebbe avere ripercussioni non solo sotto l’aspetto economico ma anche politico.

Consiglia

Cronaca

Spettacolo e Cultura

--sidebar-wrapper-->