Gli interrogatori: De Chiaro parla, trema il Ruggi

Scritto da , 1 ottobre 2015

“Chiarirò la mia posizione”. L’aveva fatto intendere nei giorni scorsi Carmine De Chiaro, dipendente del Ruggi con qualifica di collaboratore professionale sanitario esperto infermieri e sindacalista, poco dopo essere stato investito dalla bufera giudiziaria che in queste ore sta travolgente l’ospedale salernitano. Un’ora e mezza di interrogatorio per dimostrare di non aver compiuto nessuna truffa ai danni dello stato dopo aver speso una vita a sottolineare disservizi e spreco tra denunce ed esposti. “Vi posso solo dire che sono soddisfatto di aver potuto finalmente riferire su quanto accaduto al Ruggi. Per il resto non posso dichiarare altro. L’interrogatorio è top secret”.  Il vulcanico sindacalista, questa volta, ha preferito frenare il suo impeto: troppo alta la posta in gioco e, probabilmente, delicatissime le questioni affrontate ieri (in tarda mattina) davanti al Gup Sergio De Luca ed al pm Francesco Rotondo. Secondo alcune indiscrezioni, oltre a chiarire la questione del badge, avrebbe fornito nuovi importanti elementi in relazione all’inchiesta relativa alla truffa nei confronti dello stato ed alle false attestazioni. Ma le dichiarazioni rese da De Chiara potrebbero innescare una violenta reazione a catena dalle conseguenze inimmaginabili. Non è da escludere che De Chiara, che avrebbe depositato alcuni documenti nel corso dell’interrogatorio, abbia fatto cenno ad esposti presentati prima di essere raggiunto dalla misura interdittiva (già la settimana scorsa aveva ricordato di essere stato tra i primi a far condannare un medico per il decreto Brunetta per la questione delle telefonate erotiche).  In precedenza anche Carmela Di Paolo, collaboratore professionale sanitatario esperto infermiere, che ha riferito di aver rispettato i turni di lavoro e che esvolgeva anche altre attività in ospedale. Si sono avvalsi, invece, della facoltà di non rispondere Santo Pepe, ausiliario specializzato – servizio tecnico, difeso dall’avvocato Ivan Nigro, ed Elena D’Ambrosio, difesa dall’avvocato Michele Sarno, la capo sala sorpresa sulla spiaggia durante il turno di lavoro. Ha rinunciato all’interrogatorio l’infermiere Vincenzo Califano. Gli interrogatori proseguiranno questa mattina.

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