Giuseppe Ventre: “Così ho messo in fuga i ladri”

Scritto da , 17 febbraio 2016

Legittima difesa. Reazione che, in questi giorni, sta scatenando polemiche su polemiche. Dibattiti televisivi. In attesa che lo stato dia risposte significative sia sotto l’aspetto legislativo che per quanto concerne l’ordine pubblico i cittadini, quanto è possibile, provano a risolvere la problematica sicurezza senza aiuti esterni. L’ultima testimonianza è quella di Giuseppe Ventre che l’altro giorno ha rischiato la pelle per difendere la propria moto. “Ero andato a pranzo da un amico a Giovi – ha riferito il salernitano. Intorno alle 16,30 sono sceso di casa per recarmi al lavoro alla Lega Navale ed ho notato che c’erano due giovani che “armeggiavano” vicino alla moto. Stavano cercando di portarla via. D’istinto gli ho urlato contro  e loro si sono immediatamente allontanati a gambe levate ma non mi sono fermato qui. Due ragazzini non mi incuntevano timore Li ho rincorsi fin quando sono riuscito ad afferare per il giubbino uno di loro. Nella foga di placcarlo, stile football americano, ho perso l’equilibrio ed entrambi siamo caduti per le scale. Nonostante ciò sono riuscito a bloccarlo. Lui mi imprecava di lasciarlo e che si sarebbe chiarito tutto”. Ventre attende che qualcuno intervenga per aiutarlo. Niente di tutto ciò… Il soccorso arriva ma per il giovane malvivente con precedenti penali a carico. Il complice ha recuperato una mazza di ferro brandendola verso Ventre. “Mi diceva di lasciare libero l’amico. In caso contrario non ci avrebbe pensato due volte a colpirmi ma io non mi sono fatto intimidire”. Per fortuna la vittima del tentato furto indossa un casco integrale. “Vengo colpito alla testa con la sbarra di ferro ma, grazie alla protezione, non subisco danni. Lui colpisce anche una seconda volta ed in questa circostanza mi provoca una leggera ferita al collo dove, poi, saranno applicati due punti di sutura. Nonostante ciò cerco di non farmi scappare il ladro. Quest’ultimo perde il giubbino ma io l’afferro subito per la cinghia. A quel punto il complice prende un grosso mattone e me lo scaglia contro. Per evitarlo sono costretto a spostarsi ed è in quel momento che il giovane riesce a sfuggirmi. Entrambi si dileguano velocemente”. Nessuno è intervenuto a sostegno di Ventre. “Si è fermato anche un autista del Cstp che mi ha guardato e mi ha detto: io cosa posso fare. Mi sono esibito per trenta persone come si fossimo in un’arena. Nessuno ha mosso un dito tranne un ragazzo che ha lasciato il pullman e mi ha aiutato quando uno dei delinquenti volevi colpirmi con oggetti contundenti”. Successivamente sono arrivate sul posto le forze dell’ordine. “Per fortuna sono riusciti ad acciuffarli ed ora speriamo che non vadano subito fuori per commettere nuovi pericolosi colpi di testa. Criminalità o microcriminalità che sia, la situazione è allarmante in diverse zone della città”.

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