Giuseppe Gibboni: l’eccellenza è made in Salerno

Scritto da , 9 marzo 2018

Al via, questa sera, presso il salone degli Stemmi, la seconda edizione della rassegna l’ Arte nella Giustizia

Di Olga Chieffi

Sarà il rappresentante dell’Italia al premio Paganini, il diciassettenne Giuseppe Gibboni, con un Antonio Stradivari del 1734, ad inaugurare questa sera, a partire dalle ore 20, la seconda edizione della rassegna l’ Arte nella Giustizia. Il concerto che saluterà Giuseppe Gibboni in duo con il pianista Fabio Silvestro, avrà quale preludio, il vernissage della collettiva d’arte “After”, prevista per le ore 19 nel portico del Palazzo Arcivescovile di Salerno, curata dalla Biennale d’Arte Contemporanea cittadina, ispirata al percorso dell’opera d’arte che lascia lo studio dell’artista e un incontro sul tema “Il mercato dell’arte” cui interverranno il Generale Fabrizio Parrulli Comandante dei Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale, il critico d’arte Angelo Calabrese, Anita Valentina Fiorino, esperta in gestione beni culturali e Vera Iuzzolino studiosa del mercato nero dell’arte. Il mercato dell’arte, in particolare quello dell’arte contemporanea, ha subito notevoli cambiamenti negli ultimi 20 anni. Il matrimonio tra “internet” e aste, ha creato banche di dati sulle quotazioni impensabili in precedenza. Queste banche dati, disponibili al grande pubblico, hanno spostato gli acquisti dalle gallerie verso le aste, probabilmente ampliando anche il mercato, ma modificandolo a favore di una valutazione più prettamente finanziaria e speculativa, o immediata, e meno legata all’emozione artistica e culturale indotta dall’esperto. L’arte è un investimento economico, ma anche un investimento nella crescita spirituale di chi la crea o ne fruisce. La cultura dell’immagine online, di rapido consumo, e che si perde in un oceano di immagini, ha soppiantato la classica e “lenta” visita, guidata da esperti, in galleria. Molte le notizie di furti e falsi nell’arte: un mercato da circa 78 milioni di euro. Dopo armi e droga il traffico illecito di opere d’arte è stimato come il terzo mercato criminale più lucroso, con profitti globali stimati intorno agli 8 miliardi di euro. L’investimento o il reinvestimento di capitali illeciti in arte è uno dei più sicuri perché non perde valore ed è semplice da sottrarre all’aggressione patrimoniale. Una catena criminale che va dal furto, alla falsificazione, fino all’opera dei cosiddetti “tombaroli”, cioè coloro che effettuano abusivamente scavi archeologici. Le opere rubate o falsificate vengono immesse sul mercato clandestino. Qui, in particolare per quelle falsificate, a farla da padrone è il web. Quello del web riguarda un mercato più di massa, con un pubblico che si può definire di conoscenza medio bassa, non disposto a spese eccessive, che acquista opere di bassa qualità e tra loro diversissime, dall’oggetto trafugato, al falso d’autore fino alla moneta archeologica. A chiudere la serata un ascolto accomunabile ad un vero e proprio spettacolo pirotecnico in crescendo. Il duo Gibboni-Silvestro, principierà il recital con il Tema e variazioni in La minore op.15   di Henryk Wieniawski, tema e variazioni in La minore op.15, un omaggio al mago del vibrato e alla leggerezza dell’arco coi suoi “colpi” preferiti, il picchettato e staccato volante, amante della scrittura trascendentale spinta ai massimi livelli, tanto da sostenere che ogni sua esibizione doveva coniugarsi alla ricerca dei propri limiti per provare l’ebbrezza di affrontare rischi elevatissimi. A seguire uno dei concerti per violino più amati e coinvolgenti il concerto in re Maggiore op.35 di Petr Ilic Cajkovskij, con il suo “Allegro moderato”, che sfrutta una invenzione melodica lirica e pregnante, la centrale “Canzonetta” è un Lied di impronta popolare, basato sulla tenera cantabilità del solista, mentre il Finale, “Allegro vivacissimo”, è una pagina di trascinante vitalità, dove l’elemento zigano si converte in strepitoso virtuosismo. Il made in Italy del violino è legato alla silhouette diabolica Niccolò Paganini e Giuseppe, che è prossimo all’incisione dei ventiquattro capricci per la Warner Classic, ricalcando le orme del suo maestro Salvatore Accardo, ne dedicherà alla platea ben sei, eseguiti con il suo abituale fuoco corroborato da intensità lirica e trasparenza sonora.

 

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