Giovanni Toti processa la Carfagna «Con noi chi porta voti, no il 2%»

Scritto da , 22 giugno 2017

Andrea Pellegrino

Se a livello locale e provinciale la difesa nei confronti di Mara Carfagna si spreca, a livello nazionale il dato di Salerno è stato sottolineato e portato all’attenzione del Cav, non senza evidenziare responsabilità politiche dell’ex ministro. Alla fine la doppia cittadinanza della Carfagna (mezza salernitana e mezza napoletana) non l’avrebbe salvata dalle critiche nazionali. Per dopo i ballottaggi (si terranno domenica), Toti annuncia la richiesta di un vertice.

Da qui, il governatore della Liguria intende tracciare la nuova strada del partito azzurro e dire, quindi, la sua. In sintesi avrebbe già fatto sapere di voler proporre un nuovo gruppo dirigente, premiando (così come scrive il Corriere della Sera), chi “porta a casa voti e risultati e non il 2 per cento”. Una cifra, questa, che riporta direttamente alla Carfagna e al risultato incassato in provincia di Salerno.

Tra l’altro, a quanto pare, Toti sa- rebbe a capo di una folta delega- zione azzurra che sposa questa strategia di rilancio.

Intanto al Senato Eva Longo è sempre più vicina al ritorno in Forza Italia e ciò rafforzerebbe il partito a Salerno, che già nei giorni scorsi ha ufficializzato l’adesione dell’ex sindaco di San Severino e già assessore regionale all’ambiente Giovanni Romano che ieri però è stato contestato dai Fratelli d’Italia, suo vecchio partito d’appartenenza. «Finalmente Giovanni Romano ha capito cosa vuol fare da grande. Meglio tardi che mai – dicono i coordinatori provinciali di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale Nanni Marsicano, Ugo Tozzi e Imma Vietri – Ci complimentiamo con lui per la testimonianza di coerenza, quella stessa di cui parla il senatore Vincenzo Fasano, nel comunicare l’adesione dello stesso a Forza Italia. Solo pochi mesi fa, l’ex sindaco di Mercato San Severino, dichiarava in un’in- tervista di “avvertire la rigidità dei partiti che allontanano iscritti e militanti” e di non rinnovare la tessera di FdI per “avere le mani li- bere e ricostruire il centrodestra”, e “mettere insieme le persone che non seguono più i partiti”. Una chiara presa di distanza dai partiti e da quello che rappresentano». «Siamo certi che questa sua coerenza alle prossime politiche – concludono– sarà premiata. Gli elettori capiranno qual era il suo vero obiettivo. Non c’è dubbio. Quanto vale una poltrona? La propria dignità»

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