«Giornalisti sfruttati Ritirate quel bando

Scritto da , 24 ottobre 2018
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di Redazione Cronache

«Si ritiri il bando per assumere l’addetto stampa nell’azienda speciale Pagani Ambiente e si inizi a dare dignità ai professionisti del mondo della comunicazione»: a parlare è la deputata del MoVimento 5 Stelle, Virginia Villani, rappresentante della Commissione Cultura e Istruzione della Camera dei Deputati. Il bando prevede una gara a ribasso per l’incarico, con un massimo di 700 euro lordi al mese per sei mesi, una cifra ben al di sotto della soglia di povertà e dei minimi tariffari previsti dalla legge. Tale avviso – secondo la deputata – svilisce competenze e ruoli di chi è iscritto all’Albo dei Giornalisti. Eppure succede nel Comune di Pagani. «Non è possibile accettare di mettere dei professionisti all’asta: è un incarico che, oltre a prevedere una serie di attività, sosterrebbe anche la speciale comunale a ridosso dell’imminente campagna elettorale per il rinnovo dell’Amministrazione di Pagani. Un impegno di grande responsabilità e che richiede una specifica professionalità. La cifra proposta, già di per sé è irrisoria, tuttavia il difetto del bando emerge quando si precisa che l’aggiudicazione della gara avverrà secondo il criterio del massimo ribasso, in una sorta di asta -dichiara la deputata del MoVimento 5 Stelle Virginia Villani-. Un criterio inaccettabile, che contestiamo per le gare ad evidenza pubblica, figuriamoci per gli incarichi di enti pubblici a professionisti esterni. Il MoVimento è sempre dalla parte dei più deboli, di chi viene sfruttato e di chi non viene riconosciuto nella sua professionalità. Non possiamo tollerare che anche le pubbliche amministrazioni alimentino un sistema competitivo antimeritocratico che lede la professionità dei giornalisti». Una denuncia di quelle forti, com’è nello stile e nelle corde degli esponenti del Movimento cinque stelle, sulla situazione che molti esponenti della carta stampata e delle altre forme di comunicazione giornalistica, continuano da anni a vivere sulla propria pelle.

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