Giorgia Meloni in visita a Salerno: «Dignità agli uomini in divisa»

Scritto da , 15 febbraio 2018
image_pdfimage_print

Erika Noschese

Tra pioggia e polemiche, Giorgia Meloni approda a Salerno. Nella mattinata di ieri, l’aspirante leader di Fratelli d’Italia si è recata in città per deporre un omaggio floreale ai piedi del monumento ai caduti delle Brigate rosse. Tra i presenti l’onorevole Edmondo Cirielli; l’ex presidente della Provincia, Antonio Iannone; il candidato di Salerno Gennaro Esposito, Antonio Roscia, Giuseppe Corona, Gerardo Sano, Mario Santocchio e diversi militanti di FdI. «Ho scelto di ricordare gli uomini in divisa uccisi per difendere la nostra libertà e la nostra sicurezza nei giorni in cui gli uomini e le donne in divisa sono costantemente attaccati», ha dichiarato la Meloni subito dopo aver deposto i fiori ai piedi del monumento che celebra le vittime dell’attentato terroristico delle Brigate Rosse avvenuto a Torrione il 26 agosto 1982, ricordando poi quanto accaduto a Piacenza nei giorni scorsi quando un brigadiere è stato attaccato da un gruppo di militanti di estrema sinistra. «Noi siamo qui per dire che uno dei punti prioritari del nostro prossimo governo è ridare dignità agli uomini e le donne in divisa con adeguati organici, armamenti e stipendi. Per loro investiremo il 50% di quello che si raccoglie con i beni confiscati alla camorra». La Meloni ha sottolineato come al centro del programma del partito ci siano le politiche sociali: «C’è la di- fesa del lavoro, del piccolo commercio, dell’economia reale anche rispetto a scelte di politica che in questi anni hanno privilegiato l’economia finanziaria, le aziende virtuali. Noi vogliamo difendere il commercio e tutti coloro che producono economia per il nostro paese». E sui fatti di Livorno la Meloni ha detto: «Raccontano un’Italia che dovrebbe essere lontana anni luce, raccontano di un’Italia in cui la gente si sente in diritto di dire chi parla e chi non parla. Io vedo un grande rischio per la democrazia in questa campagna elettorale».E poi attacchi alla sinistra: «Nei paesi in cui governa la sinistra a noi viene impedita anche la distribuzione dei volantini, la sinistra può fare campagna elettorale, noi no». La Meloni non risparmia poi accuse al Movimento 5 Stelle: «Senza timori di smentita, i 5 stelle sono stati privati dell’unico elemento che sostenevano di avere. Atteso che non sono competenti, non hanno una visione e che alla prova del governo hanno tremendamente fallito, poteva sbandierare solo questa presunta onestà che, come abbiamo visto, era presunta e crolla sotto il peso di bonifici fasulli. L’aspirante premier è stata ben accolta a Salerno, concedendo selfie e qualche breve chiacchiera con i cittadini. La Meloni ha annunciato la nuova tassazione che dovrebbe mettere in atto se salisse al governo: “più assumi meno paghi”, finalizzata ad aiutare le aziende. Sulla Flat tax, la leader di Fratelli d’Italia ha spiegato di non aver alcuna remora ma hanno chiesto delle accortezze per aiutare chi è più in difficoltà, per liberare l’economia e per far percepire lo Stato meno vessatore e più a sostegno delle imprese. «Mi aspetto un ottimo risultato», ha poi detto la Meloni parlando della provincia di Salerno. E infine una battuta su Piero De Luca: «Loro sono dinastici, si sa». Poche parole per una polemica che non appassiona il leder di Fdi.

«Faremo del nostro meglio per tutelare il Made in Italy»

La difesa del Made in Italy è una delle priorità di Fratelli d’Italia. A dimostrazione di ciò, prima di lasciare la città, l’aspirante leader Giorgia Meloni ha fatto visita ad alcuni negozi della zona. Il primo esercizio commerciale in cui è entrata richiama un altro passaggio importante del programma elettorale di FdI: la natalità: «Se in Italia non aumenta il numero delle nascite saremo spacciati», ha spiegato l’aspirante leader. Successivamente, è stato il turno di un negozio di caramelle: «L’ attività della signora Rosaria a Salerno è uno degli esempi del nostro artigianato, della nostra eccellenza e quando saremo al governo faremo del nostro meglio per aiutare e tutelare i commercianti italiani e tutte le persone di buona volontà che ci aiutano a rendere grande l’Italia. Difendiamo il made in Italy». «Noto un territorio che ha tanta voglia di fare, di reinventarsi e immaginare strade nuove. La concorrenza sleale che a volte i commercianti subiscono va fermato, noi abbiamo proposte anche per questo. Ma, nel dramma, c’è la capacità di entusiasmo», ha detto ancora l’aspirante leader al termine della visita nei vari esercizi commerciali, nonostante la pioggia.

Sole che sorgi libero e giocondo/ l’editorale di Tommaso D’Angelo

È uno dei luoghi simbolo della stagione di piombo che non risparmiò nemmeno Salerno. Le Br trucidarono uomini dello Stato nel cuore di Torrione, oggi quell’agguato ricordato con un muro di pianto Giorgia Meloni lo ha scelto per rafforzare quel legame tra Fratelli d’Italia e le Forze dell’Ordine. Il cielo, con la sua pioggia a sprazzi, ha ricordato quelle lacrime che nemmeno il sole di agosto asciugò quel drammatico pomeriggio del 1982. L’appuntamento è per le 11 ma l’arrivo della Meloni slitta un po’, l’attesa è scandita dalle note di fratelli d’Italia, l’inno di Mameli che “alla vecchia maniera” l’auto di Emiliano, by Giffoni, ha diffuso per tutto il tempo. “Mi manca Sole che sorgi” (Inno a Roma n.d.r.), peccato. Era la “sigla” di Giorgio Almirante e dei suoi storici comizi a piazza della Concordia. Lì c’era folla oceanica, qui nemmeno i centri sociali si sono fatti vedere, per la tranquillità dei due vigili urbani alle prese con la rimozione delle auto e di un paio di poliziotti. I nostalgici missini ci sono e si vedono, alla vecchia destra salernitana orfana del suo glorioso passato, non par vero ritrovarsi sotto la Fiamma. L’arrivo della Meloni sollecita anche un po’ i residenti della zona, una signora anziana si affaccia dal balcone e manda un saluto alla leader di Fdi, la manifestazione si svolge in piena tranquillità, con rispetto, come merita questo angolo della città. Non sempre rispettato se nella canonica ricorrenza del 26 ago- sto. Il segno di una memoria che non esiste quasi più.

Consiglia

Cronaca

Attualità

Spettacolo e Cultura

--sidebar-wrapper-->