Giordano, il sindaco della “Città possibile”

Scritto da , 11 gennaio 2014

La presentazione del libro, ieri pomeriggio, a Palazzo Sant’Agostino dedicato a “Vincenzo Giordano – Da sitting bull a sindaco di Salerno” ex sindaco socialista di Salerno, scritto da Aldo Bianchini, è stato quanto meno spunto di riflessioni non solo politiche ma anche personali, amicali e sociali per tutto quello che la sua figura ha rappresentato, si pensi allo sviluppo soprattutto urbanistico avviato nella nostra città, anche con le sue vicende politiche e giudiziarie controverse che all’inizio degli anni novanta, in piena Tangentopoli, lo hanno visto indagato e poi prosciolto, ma che gli costarono allora le dimissioni da sindaco. Il suo ricordo, affettuoso dal punto di vista umano, non poteva non suscitare però un dibattito tra i partecipanti alla serata sulla ascesa e declino di quel Partito Socialista Italiano che nel bene e nel male è stato protagonista della storia repubblicana italiana. Non solo, l’incontro è stata anche un’occasione pubblica per rilanciare l’iniziativa portata avanti con impegno dal nostro giornale di intitolargli una strada o una piazza, meglio ancora se il trincerone è stato poi suggerito, a Salerno. Il flusso dei ricordi ha accompagnato l’intervento del Presidente Ags Enzo Todaro autore di un libro su “Salerno socialista” grazie al quale ebbe modo di conoscerlo ancora più a fondo. Bianchini ha tenuto a sottolineare che intento della sua creazione editoriale è stato porre in risalto gli eventi degli anni della Tangentopoli, forte anche della conoscenza degli atti giudiziari di cui in quel periodo era cronista e soprattutto evidenziare non solo le cose che gli erano piaciute della sua storia politica ma anche quelle che aveva meno apprezzato. Assente, lasciando per i presenti una nota, il giudice Michelangelo Russo colui che pure lo ha indagato e che gli attribuiva, pur avendo accertato che non avesse mai intascato denaro, una responsabilità nel “fare”, senza avere cura di rispettare certe regole. A tirare le fila di una discussione di partito che magari meriterebbe altra sede è stato l’intervento di Carmelo Conte, ex ministro Aree Urbane, che sempre ha creduto nella leadership partitica di Giordano a livello provinciale e che ha ricordato come il suo grande contributo è stato quello di avviare, allora, durante la sua amministrazione, il progetto di Salerno “Città possibile”, come sviluppo di area medio-metropolitana, che pure a quei tempi coinvolse le diverse formazioni politiche e che portato oggi idealmente avanti dall’attuale sindaco Vincenzo De Luca dovrebbe far sì che si crei quella stessa capacità aggregativa, di consenso, intorno a certe scelte urbanistiche, che pare impossibile nell’attuale clima di critiche esasperate rimandate con uguale acrimonia al mittente.

Lucia D’Agostino

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