Giordano avrà il suo riconoscimento. Parola di assessori e consiglieri

Scritto da , 4 ottobre 2013

di Andrea Pellegrino

Forse Vincenzo Giordano così come ricordato tra le lacrime da Franco Petraglia (ex segretario provinciale della Cgil) ad un certo punto del convegno di ieri sera al Punto Einaudi avrebbe detto: «Basta non perdiamo altro tempo» ma sicuramente avrebbe apprezzato con soddisfazione e anche con un pizzico d’orgoglio l’iniziativa dei Giovani socialisti di Salerno. Tra ricordi, emozioni ed anche lacrime di commozione ieri sera è stata la giornata di Vincenzo Giordano. L’impresa della “Comunità Salerno socialista” creata da Fabiano Farina, Nicola Vacca e Filippo Trotta, ha avuto il suo battesimo con tutti gli onori del caso. E con un pizzico d’orgoglio, ci sia consentito affermare che la proposta di Cronache di intitolazione di una strada o una piazza all’ex sindaco socialista, ha colpito nel segno. Che sarà un punto di partenza, come affermato dall’onorevole Carmelo Conte o che sia la base per un ragionamento politico più complesso, come auspicato da Gaetano Amatruda, dopo ieri sera si può certificare, quasi al 99 per cento (fonte assessore comunale – socialista, Enzo Maraio) che Salerno riconoscerà una strada o una piazza a Vincenzo Giordano. Dunque da Palazzo di Città, l’atteso segnale c’è stato. Tant’è che lo stesso Maraio ha annunciato: «Ho incontrato la figlia Rita (tra l’altro presente ieri sera alla sala Einaudi) al Comune e un riconoscimento a Giordano ci sarà». Ma ieri sera in molti hanno aperto lo scatolone dei ricordi. Come Gaetano Amatruda che con il professore Giordano ha condiviso un suo percorso di crescita culturale e politico. Lui, oggi portavoce del presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro, ricorda quella sera quando Giordano venne arrestato ripercorrendo tutta la tragedia dell’uomo e della sua famiglia. Oggi vuole che si «chieda scusa per gli errori commessi», e nel contempo esorta i ragazzi «a rendere viva la Salerno socialista», rendendola «luogo fisico di incontro e dibattito». In prima fila c’è il consigliere comunale (socialista) Marco Petillo che non nasconde il suo disappunto per la “raccomandazione” avanzata in Consiglio comunale, durante l’ultima seduta, da Roberto Celano, sull’intitolazione di una strada o una piazza a Vincenzo Giordano, tanto da stuzzicare lo stesso consigliere comunale dei Fratelli d’Italia che intervenuto a chiusura di convegno ha replicato: «Non ci sono colori politici dietro queste proposte. Sarei onorato se l’altra parte proponesse l’intitolazione di una strada a Carlo Falvella o Giorgio Almirante. Tra l’altro io nutro stima nei confronti di Giordano, ritenendolo vero sindaco della svolta». Ancora dai banchi consiliari giunge il supporto di Ginetto Bernabò che al Punto Einuadi ha ricordato le sue origini socialiste, il suo trascorso di giovane nella federazione e la sua convinzione che un riconoscimento a Vincenzo Giordano debba essere dato. «Anche se fosse solo la mia mano ad essere alzata in Consiglio comunale io condivido pienamente la proposta di intitolazione di una strada e sono pronto a sostenerla fino alla fine». Poi gli interventi di Sandro Livrieri e di Attilio Naddeo, quest’ultimo ex sindaco di San Cipriano Picentino, all’epoca della giunta laica e di sinistra salernitana, segretario provinciale del Psi. «Un innovatore – ha detto Naddeo – anche nella sua giunta: con lui è nato Alfonso Pecoraro Scanio, primo assessore all’ambiente dei Verdi». Poi il ricordo: «Nonostante la sua esperienza nel centrodestra, sostenne Fulvio Bonavitacola quando venne candidato nel Pd. Mi disse: Fulvio mi è stato vicino ed è stato il mio vicesindaco, per un amico questo si fa». Ancora ci sono i ricordi di Petraglia che racconta di una cena al ristorante don Franco, insieme a Giordano e a Radetich, all’epoca assessore alle finanze. Ribadisce la sua proposta di intitolazione di un’ala del carcere di Fuorni, ed in particolare quella che ospitò proprio Vincenzo Giordano, il responsabile dei Radicali Donato Salzano, che nel suo intervento ricorda il no di Giordano alla candidatura al Parlamento nella lista Pannella, offerta dallo stesso Marco. «Disse – ricorda appunto Salzano – non mi candiderò fino a quando ci sarà anche solo un dubbio su di me».

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